Esuberi, accordo tra sindacati e aziende

Redazione DottNet | 20/11/2008 18:52

Farmindustria, Filcem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil hanno firmato un accordo per agevolare riqualificazione e ricollocazione del personale interessato dagli esuberi del settore farmaceutico che, secondo le stime di Farmindustria, sono 5 mila dal 2007 ad oggi, gran parte dei quali laureati e diplomati, e destinati a crescere nei prossimi anni.

''E' un atto di responsabilità sociale - fortemente voluto da sindacati e imprese - e un esempio concreto di gestione bilaterale per la tutela dei dipendenti attraverso percorsi guidati nel mercato del lavoro'', si legge in una nota congiunta. Il Welfarma - questo il nome del nuovo modello di Welfare - rappresenta uno ''strumento a carattere volontario di straordinaria innovazione''', che si affianca alle attuali disposizioni contrattuali e di legge, senza alcuna spesa aggiuntiva rispetto ai costi dell'accordo aziendale. Il nuovo modello di welfare, precisa la nota, non richiede nuove risorse pubbliche, ma utilizza quanto già disponibile come ammortizzatori sociali, doti formative e contributi all'autoimprenditorialità, e consentirà alle aziende interessate di indirizzare i dipendenti in esubero verso settori affini, altri settori merceologici o attività imprenditoriali proprie. L'innovatività di Welfarma - precisa la nota - consiste nel mettere a disposizione delle aziende e dei lavoratori ''una rete che si basa sulla collaborazione tra le agenzie private per il lavoro e il Ministero del Welfare cui verrà richiesta l'attivazione di Italia Lavoro''. Punti di forza di Welfarma sono la ''riqualificazione mirata alle caratteristiche della persona e alle potenzialità del mercato, la formazione e il supporto nella progettazione e avvio della futura attività''. Il progetto è una ''risposta flessibile'' al ridimensionamento dell'occupazione nelle imprese farmaceutiche dovute a una ''profonda trasformazione'' del settore a livello nazionale e internazionale e si inserisce in un ''modello sociale nuovo'' che vedrà coinvolti Governo, Regioni ed Enti Locali, coerentemente con le relazioni industriali del settore chimico-farmaceutico che prevedono ''un robusto welfare negoziale''. Questo accordo e il Tavolo per la farmaceutica, istituito presso il Ministero dello sviluppo economico proprio per individuare soluzioni alle difficoltà del settore, ''rappresentano due passi importanti - conclude la nota - perchè il settore superi questa fase così delicata e consolidi e rilanci i propri investimenti in Italia''.

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