Ottantamila i bambini nati con la procreazione assistita

Redazione DottNet | 24/02/2014 19:11

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In otto anni, dal 2005-2012, sono stati quasi 80 mila i bimbi nati grazie alla procreazione medicalmente assistita (Pma), pari al 2% di tutti i nati in Italia, 655 mila i cicli di trattamento iniziati su 493 mila coppie trattate, 105 mila gravidanze. Sono i dati del Registro Nazionale della Pma, su cui si fa il punto oggi al Convegno della Società Italiana di Fertilità e sterilità e Medicina della Riproduzione (SIFES) promosso in occasione del decennale della pubblicazione, in Gazzetta Ufficiale, della legge 40/2014.

 

 Ventotto sentenze in dieci anni sono riuscite a "smantellare" la contestata legge in materia di fecondazione assistita, ma se è stata "vinta la a battaglia contro gli incoerenti divieti imposti", secondo Andrea Borini, Presidente della Sifes, "è necessario ora lavorare a una nuova legge, modellata sulla realtà italiana" e "in grado di dare soluzione coerente ed efficace ai problemi che ci sono e a quelli che si presenteranno". In attesa di una legge, di cui oggi verrà presentato il manifesto, la battaglia legale è ancora aperta e il prossimo 8 aprile la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi in merito agli ultimi capisaldi della legge, la fecondazione eterologa.

La legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita (pma) compie 10 anni e, a breve termine, già si profilano nuovi appuntamenti nelle aule giudiziarie italiane ed europee. Il prossimo 18 giugno, infatti, la normativa sarà nuovamente al vaglio della Corte europea dei diritti, mentre l'8 aprile la Corte Costituzionale esaminerà, tra l'altro, il divieto previsto di fecondazione eterologa. Una legge, quella italiana sulla procreazione, che ha gia' visto per 28 volte l'intervento dei tribunali, con 19 'bocciature' e la 'riscrittura' di alcune sue parti con sentenza della Consulta. ''Proprio oggi, nel decennale della firma della legge 40 del 2004 - afferma il segretario dell'associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, Filomena Gallo - abbiamo ricevuto comunicazione che la Grande Camera della Corte Europea dei diritti ha fissato per il prossimo 18 giugno l'udienza pubblica per il ricorso di una donna che ha perso il compagno e che chiede di donare i propri embrioni crioconservati da oltre 10 anni alla ricerca''. Si sono costituite nel procedimento l'Associazione Coscioni insieme con le associazioni di pazienti Cerco un bimbo, Amica Cicogna, L'altra cicogna. La Corte EDU, dunque, spiega Gallo, ''potrebbe condannare l'Italia per violazione della Carta Europea dei diritti dell'uomo come già avvenuto per l'accesso alle tecniche di fecondazione''. Intanto, il prossimo 8 aprile, al vaglio della Consulta ci saranno il divieto di eterologa, di revoca del consenso e, anche, di embrioni alla ricerca. A breve, sempre in Corte, è prevista inoltre l'udienza per l'accesso delle coppie fertili alla fecondazione. Ad oggi, sono tre i 'pilastri' della legge gia' 'abbattuti' dai giudici: il divieto di produzione di piu' di tre embrioni, l'obbligo di impianto contemporaneo di tutti gli embrioni prodotti e il divieto di diagnosi preimpianto. Molti i giudizi critici sulla normativa: La Legge 40, sottolinea il presidente della Società Italiana di Fertilità e Sterilità (Sifes), Andrea Borini, ''è stata criticata anche dalla Corte di Strasburgo, che nel 2012 ha condannato l'Italia per violazione della Convenzione dei diritti dell'uomo, e rischia ora lo smantellamento completo. La legge che si proponeva di soddisfare le esigenze delle coppie con problemi riproduttivi e che aveva annunciato la nascita della 'Casa dell'embrione', si è invece dimostrata inadeguata, incentivando, di conseguenza, la pratica del 'turismo riproduttivo'''. Anche per Laura Rienzi, presidente della Società Italiana di Embriologia, Riproduzione e Ricerca (Sierr), si tratta di ''una legge piena di divieti che di fatto ha limitato la pratica medica della pma rendendola meno efficace. Una Legge che si proponeva di difendere la figura dell'embrione umano ma questo a scapito della coppia ed in particolare della donna, e che ha sicuramente fallito nel suo intento rendendo la procreazione medicalmente assistita meno sicura per le coppie e per gli embrioni stessi". 

Fecondazioni in Spagna: "Il 63% delle fecondazioni eterologhe che si effettuano in Spagna vedono coinvolte nostre connazionali. Non si tratta di turismo ma di vera e propria emigrazione riproduttiva". E' quanto spiegato dal direttore Istituto di Medicina e Biologia della Riproduzione Hera di Catania, Antonino Guglielmino, nel corso del Convegno della Società Italiana di Fertilità e sterilità e Medicina della Riproduzione (Sifes). Il 'proibizionismo' di donazione dei gameti non impedisce, alle italiane, la fecondazione eterologa che attende di essere sdoganata come tanti altri divieti già caduti. 'Vacanze' inventate ma sin troppo costose. "Il business che ne deriva è enorme, basti pensare che in Spagna vengono effettuati 52.000 cicli ogni anno di cui 11.000 di ovodonazione, pratica in italia vietata e ogni fecondazione eterologa costa circa 8000 cui aggiungere", prosegue Guglielmino. L'altro aspetto della questione rappresenta la sorte di centinaia di migliaia di gameti femminili il cui utilizzo è stato limitato dall'entrata in vigore della legge 40 fino al 2009, anno della sentenza costituzionale che ne ha tolto il divieto di conservazione, fermo restando però l'impedimento a utilizzarli per la fecondazione eterologa. "Il saldo è impressionante - aggiunge Guglielmino - ben 772.000 ovociti sono stati distrutti nel nostro Paese al prelievo e 77.900 sono quelli attualmente criocongelati, che con il via libera della Corte Costituzionale, l'8 aprile, potrebbero diventare nuovi embrioni da donare a coppie sterili".
 

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Fonte: pma, ansa