Dal Governo ipotesi sblocco fondi per la sanità per 10 miliardi

Redazione DottNet | 24/02/2014 20:15

Uno dei settori principali che potrebbe beneficiare di una eventuale estinzione totale dei debiti della Pubblica Amministrazione, come promesso dal presidente del Consiglio Matteo Renzi durante il discorso alla Camera sarebbe quello della Sanità. Quasi metà delle somme dovute dalla PA, afferma uno studio della Banca d'Italia, riguarda proprio questo settore, con dieci miliardi solo fra farmaci e dispositivi medici.

Nell'aprile del 2013, alla vigilia dell'attivazione dei decreti 'sblocca-debiti', i debiti di Asl e Regioni nel settore sanitario erano di circa 35 miliardi di euro sui 90 totali della PA stimati dalla Banca d'Italia, anche se secondo la Cgia di Mestre la cifra totale andrebbe rivista al rialzo ad almeno 120 miliardi. Da allora sono stati sbloccati fondi per le Regioni per circa 22 miliardi di euro, che però sono stati distribuiti a tutti i settori, non solo a quello sanitario. Stando alle associazioni di categoria nonostante i passi avanti in molti vantano ancora crediti considerevoli. Secondo Assobiomedica, ad esempio, la situazione non è cambiata molto. ''Rispetto agli oltre 5 miliardi di scoperto registrato dalle imprese di dispositivi medici a dicembre 2012 - ha denunciato l'associazione pochi giorni fa - la situazione dei crediti non sembra molto migliorata: si sono ridotti di appena 65 giorni i tempi medi di pagamento di Asl e Ao, passando dai 276 giorni di ritardo di dicembre 2012 ai 211 giorni di fine 2013''. Fra i creditori ci sono anche le aziende farmaceutiche, come denunciato da Farmindustria. L'indagine compiuta sui pagamenti ricevuti da ASL e ospedali delle varie regioni relativamente alle fatture emesse nel primo semestre del 2013 afferma che le aziende vantano ancora crediti per 3,5 miliardi di euro, e che ricevono i pagamenti a 60 giorni come prevedrebbe la legge solo nel 10% dei casi.

Fonte: ansa

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