Pronto il codice a barre del genoma

Redazione DottNet | 20/11/2008 19:02

Il Dna nel nucleo delle nostre cellule non è libero ma avvolto su 'perle' di proteine chiamate nucleosomi: la posizione del Dna rispetto ai nucleosomi è diversa per ogni individuo e può essere letta come un codice a barre unico per ciascuno e indicatore dello stato di funzionamento del genoma. Ricercatori italiani hanno ideato il lettore di questo 'codice a barre'.

E' il 'Multi Layer Model', metodo sviluppato all'Università di Palermo da Vito di Gesù con Davide Corona, ricercatore dell'Istituto Telethon Dulbecco, che lavora grazie ai finanziamenti di Telethon e Fondazione Giovanni Armenise-Harvard. Il lavoro è pubblicato sulla rivista Genomics. Lo 'strumento' potrà permettere lo studio di numerose malattie umane (dal cancro a svariate patologie neurodegenerative) dovute a difetti nell'impacchettamento del DNA. ''Inoltre - spiega Corona in un'intervista all'ANSA - il lettore potrà essere usato per confrontare il 'codice a barre' del genoma di individui sani e malati e scoprire differenze tra l'impacchettamento del Dna alla base di certe malattie''. La doppia elica di Dna è lunghissima, raggiunge qualcosa come due metri di lunghezza, ma riesce a stare nel nucleo in uno spazio di pochi millesimi di millimetro perchè si impacchetta sui nucleosomi. L'effetto visivo è quello di una collana di perle dove le perle sono i nucleosomi e il filo d'oro è il Dna. Maggiore è il grado di impacchettamento del Dna sui nucleosomi, più i geni restano inaccessibili e dunque spenti, per cui avere un modo di leggere la posizione del Dna rispetto ai nucleosomi è importantissimo. Basti pensare che se una 'perla' nucleosomica è posizionata male può rendere inaccessibile un gene alla lettura, e quindi di fatto disattivarlo. Molte malattie genetiche potrebbero in realtà essere riconducibili non a una mutazione ma a un difetto di posizionamento dei nucleosomi su geni sani. Precedentemente ricercatori di Harvard hanno ideato il metodo per 'fotografare' la collana di perle, ma questo non era sufficiente per interpretare la posizione complessa dei nucleosomi. Così gli italiani hanno realizzato il Multi Layer Model, un metodo per leggere in tempi rapidissimi questa fotografia. Si tratta di un sofisticato analizzatore dei dati complessissimi e confusi che vengono fuori dalla 'foto' del genoma. Il Multi Layer Model riordina questi dati e rilascia il 'codice a barre' del genoma. ''Ognuno di noi ha un proprio codice a barre - spiega Corona - e studiandolo si potranno capire tantissime cose su come funzionano i nostri geni, su come si ripara il Dna e quindi su molte malattie''. Infine questo lettore potrebbe essere utilizzato anche in altri ambiti in cui si devono leggere segnali complessi biologici e non, come i segnali di un elettroencefalogramma o i quelli di una stella, aumentando la risoluzione degli strumenti oggi in uso.

 

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