Crollano i consumi nel 2013: farmaci giù del 2,4 per cento

Redazione DottNet | 25/02/2014 19:46

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Crollano i consumi in Italia con un meno 2,1% segnato dall'Istat per il 2013. un datoo che non ha confronti e che coinvolge anche il mondo del farmaco che fa registrare un meno 2,4%. Una notizia che oscura, anche se in parte, la novità che arriva dal Governo, ovvero che la PA potrebbe saldare i suoi debiti , pari a circa 10 miliardi, con le aziende.

 Fra i creditori ci sono anche le aziende farmaceutiche, come denunciato da Farmindustria. L'indagine compiuta sui pagamenti ricevuti da ASL e ospedali delle varie regioni relativamente alle fatture emesse nel primo semestre del 2013 afferma che le aziende vantano ancora crediti per 3,5 miliardi di euro, e che ricevono i pagamenti a 60 giorni come prevedrebbe la legge solo nel 10% dei casi. Nell'aprile del 2013, alla vigilia dell'attivazione dei decreti 'sblocca-debiti', i debiti di Asl e Regioni nel settore sanitario erano di circa 35 miliardi di euro sui 90 totali della PA stimati dalla Banca d'Italia, anche se secondo la Cgia di Mestre la cifra totale andrebbe rivista al rialzo ad almeno 120 miliardi. Da allora sono stati sbloccati fondi per le Regioni per circa 22 miliardi di euro, che però sono stati distribuiti a tutti i settori, non solo a quello sanitario. Stando alle associazioni di categoria nonostante i passi avanti in molti vantano ancora crediti considerevoli. Secondo Assobiomedica, ad esempio, la situazione non è cambiata molto. ''Rispetto agli oltre 5 miliardi di scoperto registrato dalle imprese di dispositivi medici a dicembre 2012 - ha denunciato l'associazione pochi giorni fa - la situazione dei crediti non sembra molto migliorata: si sono ridotti di appena 65 giorni i tempi medi di pagamento di Asl e Ao, passando dai 276 giorni di ritardo di dicembre 2012 ai 211 giorni di fine 2013''. Il calo del 2013, come dicevamo, scorrendo tutta la serie storica, iniziata nel 1990, è il peggiore. Insomma erano almeno 24 anni, ma potrebbero essere molti di più, che i commercianti non si trovavano di fronte a cifre simili. E non basta, l'anno che si è appena chiuso è solo l'ultimo a finire in 'rosso'. In realtà la ripresa non è mai arrivata, da quattro anni il giro d'affari non ha fatto altro che contrarsi, se si esclude la piccola pausa del 2010. Un'eccezione che evaporerebbe facendo i calcoli in termini reali, ovvero al netto dell'inflazione. E visto che dietro ogni vendita c'è un acquisto, i numeri dell'Istituto di statistica la dicono lunga anche sullo stato di salute dei consumi. Colpiscono i risultati del comparto alimentare. Stavolta gli italiani, attanagliati dalla crisi, hanno tagliato pure sui prodotti della tavola, calati dell'1,1% nel corso del 2013, come non accadeva dal 2009. La 'spending review' operata dalle famiglie non sembra conoscere tabù e dopo avere eliminato il superfluo va ad intaccare pure i beni di prima necessità, come appunto il settore farmaci.

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Fonte: ansa, istat