Sondaggio sulle aggregazioni territoriali di Mmg

Medicina Generale | FolisidForte Voice | 27/02/2014 11:29

Le aggregazioni territoriali tra medici di medicina generale piacciono e che effettivamente potrebbero essere un valido ausilio per i pronto soccorso. Il dato arriva da un sondaggio Merqurio-Dottnet effettuato la settimana dal 10 al 14 febbraio su un campione non rappresentativo di 1333 medici di famiglia.

Alla domanda: “Le aggregazioni territoriali tra medici di famiglia in gran parte dell’Europa sono una realtà. Lei pensa che anche in Italia, dove il processo è già avviato, questa innovazione porterà a svuotare i pronto soccorso”, 530 medici hanno risposto no contro 800 che invece si sono detti convinti che effettivamente queste strutture potrebbero costituire un efficace aiuto per gli ospedali. Inoltre, e il dato appare sorprendente, 810 medici sono certi che associandosi ad altri colleghi ne ricaverebbero un vantaggio, contro 440 che non sono del tutto convinti della perfetta riuscita di un connubio di questo tipo. Entrando nel dettaglio, appare interessante analizzare i motivi per cui l'aggregazione risulti vantaggiosa (o dannosa). Innanzitutto è bene precisare che per entrambi i fronti c'è un'opinione comune, ovvero che queste forme di associazioni possono funzionare bene solo nelle grandi città. Lo zoccolo duro dei pessimisti (32) sostiene che lavorare con un altro medico di famiglia presenti problemi organizzativi e che soprattutto sia difficile mettere in piedi un'aggregazione. Qualcuno teme anche di essere escluso del tutto dalla propria attività (24), ovvero “i pazienti li seguirà solo il collega” (20) mentre 12 medici non hanno nessuna intenzione di dividere i propri assistiti con altri stroncando sul nascere l'iniziativa. E se le cose non dovessero andare bene nei rapporti tra professionisti, le cause andrebbero ricercate nelle capacità dei colleghi e soprattutto dal loro modo di lavorare (per 26 medici). Qualcuno invece ha anche fatto un tentativo ed è andato male (5), per cui non ripeterebbe l'esperienza. C'è poi chi ha sempre lavorato da solo “e non ha nessuna intenzione di aggregarsi con altri” (36), chi valuta l'aspetto economico (“sarebbe dispendioso” per 28 medici), chi teme la scarsa disponibilità dei colleghi (14). Tuttavia la stragrande maggioranza dei camici bianchi, come abbiamo visto, è convinta che aggregarsi sarebbe un'ottima idea. Vediamo perché: “si garantirebbe la continuità assistenziale”, a tutto vantaggio per il paziente per 68 medici; a questa risposta alcuni hanno anche precisato che il paziente avrebbe sempre un riferimento e che globalmente il servizio migliorerebbe. Inoltre l'aggregazione consentirebbe di fruire di migliori apparecchi diagnostici (65), di confrontarsi su questioni più complesse (46 medici) e che soprattutto sarebbe possibile dividere le responsabilità (38). Molti però chiedono linee guida più chiare, “per capirci di più”.

Fonte: Merqurio

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