Ecm, cambia la formazione. Ecco tutte le novita' in arrivo

Redazione DottNet | 28/02/2014 19:06

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Cambiano le procedure per la formazione per gli operatori sanitari. Interessati al provvedimento oltre un milione di professionisti - e non solo - che avranno a che fare con nuove regole.

 

Sono circa un milione gli operatori della sanità coinvolti nel progetto Ecm, la formazione continua per queste professioni sanitarie, che parte proprio mentre approda in Senato il decreto Lorenzin che contiene anche la riforma degli Ordini professionali della sanità. Ordini, Collegi e associazioni saranno coinvolti nel governo della certificazione e attestazione dei crediti Ecm. Le nuove regole sono state presentate a Roma al convegno 'Il governo dell'educazione continua in medicina', promosso dalla Federazione dei logopedisti italiani, con il coinvolgimento del Coordinamento nazionale delle professioni sanitarie (Conaps) e la partecipazione di tutti gli organismi protagonisti di questo cambiamento. Uno strumento chiave, spiegano gli esperti, sarà il 'dossier formativo'. Ogni professionista iscritto ai relativi organismi si troverà inserito in una grande banca dati delle professioni sanitarie gestita dal Cogeaps, il consorzio di gestione dell'anagrafe delle professioni sanitarie. Il nuovo progetto Ecm, dopo una fase di sperimentazione e assestamento, consentirà di valorizzare al meglio il percorso del professionista nel conseguimento del suo fabbisogno formativo. “Il sistema - spiega Tiziana Rossetto, presidente della Federazione dei logopedisti - porta a compimento molte attività e sta già registrando un grande successo. Vediamo nel dettaglio in che cosa consiste il 'Dossier formativo', ovvero una sorta di portfolio che accompagnerà il professionista durante tutta la sua carriera. Il dossier è composto in autonomia ed è uno strumento dinamico che raggrupperà i principali obiettivi formativi del professionista". "Questo nostro sistema Ecm - aggiunge Rossetto - è l'unico in Europa a coinvolgere tutte le professioni sanitarie ed è un esempio guardato con attenzione anche da altri Paesi, in prospettiva della direttiva europea che entro il 2016 permetterà la libera circolazione dei professionisti anche sanitari". "Dopo la giusta sperimentazione - aggiunge Antonio Bortone, presidente del Conaps - il sistema di formazione continua è diventato anche un rapido strumento di verifica dell'aggiornamento costante del professionista. In arrivo anche l'ultimo tassello ovvero la capacità cioè di verificare anche la coerenza, oltre la costanza, della formazione, rispetto alle competenze del singolo professionista. Questo salto sta nella creazione degli ordini professionali, con la loro capacità di 'governo' del processo della formazione, la sinergia e la cooperazione tra i vari attori: ministero, Commissione nazionale e, appunto, Ordini, Collegi e associazioni delle professioni sanitarie". "La richiesta degli Ordini non è fine a se stessa - precisa Rossetto - perché le associazioni delle professioni sanitarie si troveranno ad agire esattamente come gli Ordini e i Collegi in attesa della loro approvazione. Con il limite che, pur massimamente rappresentative, le associazioni non potranno mai raccogliere le adesioni di tutti i professionisti. Gli Ordini professionali invece comprenderanno tutti gli operatori professionisti e metteranno la parola 'fine' a molti limiti associativi e anche a molti furbetti che usano questo vuoto legislativo per agire contro la legge". "La peculiarità del nostro progetto Ecm rispetto a quelli di altri Paesi europei - spiega Sergio Bovenga, presidente del Cogeaps - è la multidisciplinarietà. Si rivolge cioè a tutte le professioni sanitarie, nella certezza che la qualità di una prestazione professionale sanitaria dipende il più delle volte da una serie di interventi di vari professionisti sanitari e non di uno solo. E' un sistema formativo 'long life', che non è rivolto solo alle professioni da sempre interessate all'aggiornamento professionale ma a tutti i professionisti. Questo assunto comporta la necessità di garantire una offerta formativa ampia, strutturata e di qualità che qualche volta è difficile da assicurare per tutte le professioni o per particolari discipline di una singola professione". "Questa - precisa Bortone - è una caratteristica che spiega il motivo per cui tutte le professioni sanitarie mirano ad un unico ordine, diviso poi nei singoli Collegi: meno burocrazia, sinergia, inter e multidisciplinarietà. Siamo davvero all'arrivo". "Già oggi gli Ordini, i Collegi e le associazioni professionali – conclude Bovenga - continuano a rivestire un ruolo fondamentale di garanzia, a vantaggio dei cittadini e delle istituzioni che possono, tramite questi enti, avere la certezza di rivolgersi sempre e solo a professionisti abilitati ed autorizzati a svolgere le rispettive professioni. Attraverso i rispettivi codici deontologici indicano ai loro iscritti veri e propri status di comportamenti professionali che spesso vanno ben oltre quanto le norme civilistiche e penalistiche impongono ad ogni cittadino".