Il prezzo giusto di un farmaco: analisi dell'Aifa

Redazione DottNet | 03/03/2014 12:51

Il prezzo di un farmaco è l’aspetto che assume una connotazione negativa nell’immaginario collettivo. In effetti determinare un corrispettivo economico per remunerare il valore terapeutico di un medicinale è materia estremamente complessa sia sul piano tecnico, che su piano dell’etico e dell’equità sociale, ponendosi sul delicato confine tra scienza e morale.

Qual è il prezzo “giusto” di una terapia farmacologica? Se un nuovo trattamento, a maggior ragione se sviluppato nell’ambito della cosiddetta “medicina personalizzata”, ha un prezzo talmente alto da risultare insostenibile per qualsiasi servizio sanitario, è giusto rimborsarlo? Questi e altri interrogativi accompagnano quotidianamente l’attività di alcune Agenzie regolatorie e sono emersi anche all’attenzione dell’opinione pubblica negli Stati Uniti a fronte dell’autorizzazione di Ivacaftor, il primo farmaco in grado di correggere un sottotipo di difetto genetico alla base della fibrosi cistica, il cui costo atteso per paziente si aggira intorno ad almeno 300mila dollari all'anno. Tale scelta di prezzo da parte dell’azienda farmaceutica che detiene il brevetto per questo medicinale ha dato il via ad un dibattito molto acceso tra medici, pazienti e soggetti pagatori, che recentemente si è esteso anche all’Europa. Nel 2012, in un editoriale pubblicato sul New York Times poi divenuto celebre, tre medici del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center spiegarono le ragioni che li hanno portati a non avvalersi di un nuovo farmaco oncologico che, secondo la loro analisi, non offriva miglioramenti sufficienti a giustificarne il prezzo astronomico, pari a più del doppio rispetto alla terapia standard allora in uso. Il tema del prezzo e del costo dei farmaci ha a maggior ragione rilevanza nel nostro Paese, in cui, a differenza degli Stati Uniti, esiste e “resiste” un sistema sanitario universalistico e solidale. Basti pensare che, secondo i dati del Rapporto “L’uso dei farmaci in Italia (gennaio-settembre 2013)”, per una spesa farmaceutica complessiva che supera i 25 miliardi di euro, i medicinali rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale sono più dei 75% del totale. “Le tendenze in atto nella farmaceutica sono note” commenta il Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del farmaco Luca Pani “siamo nell’era della medicina di precisione e il compito di un’agenzia regolatoria è di saper valorizzare l’innovazione per offrire ai cittadini farmaci innovatici ed efficaci valutandone in un contesto real life l’efficacia terapeutica e il rapporto rischio/beneficio e beneficio/costo, attraverso strumenti come i registri di monitoraggio e algoritmi di valutazione dell’innovatività”. “Nei prossimi mesi sul mercato italiano si affacceranno molecole innovative come gli anticorpi monoclonali per l'Alzheimer o, più a breve termine, le nuove terapie per l'epatite C” prosegue Pani “che hanno costi altissimi. Penso a Sofosbuvir, per il quale stimiamo un impatto economico, nell’ipotesi più conservativa, pari a circa 300 milioni di euro all’anno”.

L'analisi dell'Aifa con le tabelle dei farmaci e il loro costo

Fonte: aifa

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