Lorenzin, meno tagli e meno ospedali. Disastro titolo V

Redazione DottNet | 04/03/2014 15:40

"Basta ai tagli con la sanità, teniamo il budget fermo per tre anni e quantifichiamo una serie di risparmi da reinvestire nel sistema sanitario stesso, quindi nei livelli essenziali di assistenza, nelle tipologie di cure, nel personale, nelle infrastrutture tecnologiche, in quello che serve, soprattutto nelle regioni del sud".

 E' quanto ha ribadito il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin "Devono esserci meno ospedali - ha continuato - ma maggiori ospedali sicuri e in grado veramente di prendersi in carico il paziente in situazioni di rischio e difficoltà".  Il ministro ha poi ricordato che sono stati già approvati a luglio e resi attuativi a dicembre i "costi standard" e questo permetterà "nei prossimi anni di avere un criterio di efficienza e quantitativo per tutta Italia omogeneo e razionalizzato". "Nel 'Patto della salute' - ha detto - abbiamo già approvato delle misure che mirano alla razionalizzazione, a un controllo più forte all'interno delle singole aziende e a un cambio di marcia dal punto di vista degli obiettivi dell'area manager. Ora abbiamo un nuovo Ministro dell'Economia, quindi dovrò ricominciare una trattativa, perché gli attori sono tre: le Regioni, il Ministro della Salute e il Ministro dell'Economia".

"La modifica del Titolo V è costata miliardi e miliardi di euro in tutta Italia. Dal 2001 al 2006, si è realizzato un disastro che pagheremo per generazioni", incalza il ministro.  "La riforma del titolo V della Costituzione - per Lorenzin - ha creato gioie e dolori. Gioie per le Regioni che hanno potuto gestire questa opportunità, ma ha lasciato indietro tre quarti dell'Italia". Tuttavia, per il ministro, "tornare indietro sarebbe impossibile, perché costerebbe decine di miliardi".  "Possiamo solo fare una sana manutenzione e dire che quel che funziona lo teniamo, quel che non funziona lo scartiamo. Serve buon senso", ha aggiunto. "I peggiori danni", a giudizio del ministro, sono stati prodotti subito dopo la riforma, tra il 2001 e il 2006, anni in cui c'è stata una vera e propria "esplosione spesa sanitaria", ha specificato a margine dell'incontro. "Dal 2007 si è iniziato a studiare su come intervenire perrimediare", ad esempio con la norme costi standard in Parlamento. Ora, dopo esser state sottoposte a piani di rientro, "quasi tutte le Regioni sono in equilibrio finanziario", "ma bisogna intervenire sulla qualità dei servizi, settore in cui per ripianare i bilanci, si è intervenuto a gamba tesa". Basti pensare, ha concluso Lorenzin, che "nel sud Italia non si fa un investimento in infrastrutture sanitarie da 10 anni".
 

fonte: ansa

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