Da ossa preistoriche nuovi dati su evoluzione umana

Redazione DottNet | 21/11/2008 14:32

La scoperta delle più antiche ossa pelviche femminili di Homo erectus aiutano gli scienziati a ricostruire con maggior precisione alcune tappe cruciali della storia dell'evoluzione umana. "Si tratta delle più complete ossa pelviche di una femmina di Homo erectus mai scoperte risalenti a questo periodo", spiega Sileshi Semaw dell'Indiana University Bloomington (Usa). "Una scoperta che ci dà maggiori informazioni sulle dimensioni della testa dei neonati di Homo erectus", aggiunge.

 

La ricostruzione completa delle antichissime ossa femminili, risalenti a circa 1,2 milioni di anni fa e scoperte nel 2001 ad Afar in Etiopia, ha portato i ricercatori a pensare che questi uomini primitivi fossero meglio equipaggiati di quanto non si ritenesse finora per partorire bebè dai cervelli di grandi dimensioni. La scoperta è pubblicata su 'Science' dal team di Semaw, che ha lavorato e altri sei scienziati di diversi atenei americani e olandesi. Ricostruendo con precisione le pelvi grazie a frammenti ossei antichissimi, il gruppo ha potuto stabilire che il canale del parto dei nostri antichissimi progenitori era oltre il 30% più largo rispetto alle stime precedenti, elaborate sulla base di alcune ossa maschili risalenti a 1,5 milioni di anni fa (trovate in Kenya).
Finora gli scienziati pensavano che i neonati di Homo erectus possedessero una limitata dimensione cerebrale, proprio sulla base dei dati ottenuti osservando i resti ossei arrivati fino a noi. Le nuove stime ottenute con la ricostruzione pubblicata su 'Science', consentono di rivedere le tappe previste in queste teorie e correggere le ipotesi precedenti sullo sviluppo dell'evoluzione umana nel corso dei millenni.