Dal Ministero un provvedimento sugli stupefacenti in farmacia

Redazione DottNet | 05/03/2014 17:22

farmaci

Ministero della Salute già al lavoro per “rattoppare” il buco provocato dalla sentenza con cui, il 12 febbraio scorso, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità degli articoli 4-bis e 4-vicies ter del decreto Giovanardi-Fini (poi convertito nella legge 49/2006).

Sui due passaggi erano stati sollevati dubbi di costituzionalità che di fatto investivano soltanto i commi relativi al sistema sanzionatorio penale: i giudici della Consulta, invece, hanno cancellato con un tratto di penna l’intero contenuto dei due articoli. Che contenevano anche norme di forte interesse per la farmacia, per esempio sulla classificazione dei medicinali stupefacenti e sulle loro modalità di prescrizione, dispensazione e registrazione. Si tratta tra l’altro di disposizioni modificate recentemente dalla legge che semplifica l’accesso alle cure palliative (38/2010) e da diversi decreti ministeriali attuativi. Dopo l’intervento della Consulta, diventa così difficile discriminare tra le norme che vanno considerate soppresse, quelle vigenti oppure modificate. Ne deriva un’incertezza legislativa che rischia di avere ripercussioni non solo sul lavoro delle farmacie, ma anche sulle semplificazioni che oggi consentono ai pazienti di accedere rapidamente alle terapie del dolore.
Per tali ragioni, lunedì Federfarma ha inviato al ministro della Salute una lettera con l’invito a un intervento urgente, per restituire certezza alla dispensazione dei medicinali stupefacenti. Oggi la risposta del dicastero, in cui si assicura che gli uffici sono già al lavoro per studiare quali interventi mettere in campo

fonte: federfarma