Gli studi sull'equivalenza di Avastin e Lucentis

Redazione DottNet | 05/03/2014 19:40

L'equivalenza nell'efficacia e nella sicurezza di Avastin e Lucentis, i due farmaci implicati nella maxi-multa dell'Antitrust, è una fonte di discussione da diversi anni, ma secondo gli ultimi dati dei test clinici compiuti allo scopo di confrontarli ci sono pochi dubbi. Sia per il test denominato Catt, statunitense, che l'Ivan, britannico, i cui risultati definitivi sono arrivati lo scorso anno e sono stati pubblicati su Lancet, Opthalmology e il New England Journal of Medicine, le due molecole sono equivalenti.


Lo studio Ivan, durato due anni, è stato condotto su 610 pazienti scelti in 23 ospedali britannici, di età media 75 anni. ''Il trial Ivan - hanno scritto gli autori su Lancet - ha mostrato che non ci sono differenze funzionali negli effetti dei due farmaci, e che la loro efficacia nel prevenire la perdita di vista è simile''.  Dal punto di vista della sicurezza il test, finanziato dallo UK National Institute for Health, non ha trovato differenze nella mortalità e nel tasso di eventi cardiovascolari, mentre un tasso definito 'leggermente più alto' di altri effetti a versi è stato trovato nei pazienti che usavano Avastin, anche se secondo gli autori è difficile attribuirli con esattezza alla terapia sia per l'età avanzata dei partecipanti sia perchè, ad esempio, sono stati trovati effetti avversi maggiori nei pazienti con dosaggi minori, un risultato abbastanza anomalo. Risultati molto simili, pubblicati sul New England Journal of Medicine dopo il primo anno e su Ophtalmology nel secondo, sono stati trovati dallo studio Catt, finanziato dal National Eye Institute americano. In questo caso i pazienti esaminati sono stati 1107 in 59 ospedali, divisi in quattro bracci a seconda di quale dei due farmaci veniva preso e con quale frequenza. ''I risultati dello studio Catt confermano che sia Avastin che Lucentis sono terapie efficaci e sicure per la degenerazione - scrive George Williams della Oakland University, coordinatore del test, a conclusione dello studio -. Questo risultato deve essere preso in considerazione quando gli oftalmologi discutono le opzioni di trattamento con i pazienti''.
Dal punto di vista degli effetti collaterali i risultati sono simili a quelli di Ivan. Lo studio statunitense ha trovato un tasso simile per morte, attacco cardiaco e ictus, mentre per altri eventi avversi seri la percentuale trovata è stata del 40% per chi prendeva Avastin e del 32% per chi assumeva Lucentis, anche in questo caso però senza la tipica relazione tra dose ricevuta e risposta.

Fonte: ansa

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