I medici di famiglia potranno prescrivere la cannabis terapeutica

Farmaci | Redazione DottNet | 08/03/2014 19:27

Il Governo non bloccherà la legge sulla cannabis utilizzata per uso terapeutico. Sarà prescrivibile su ricetta medica.

Via libera alla cannabis per uso terapeutico. Il Governo infatti ha deciso di non impugnare la legge (clicca qui per leggere il testo completo) promulgata nello scorso gennaio dalla Regione Abruzzo nella quale è prevista l'erogazione su ricetta medica, che apre anche alla prescrizione dei medici di famiglia, dei farmaci galenici a base di cannabinoidi. Altre leggi regionali erano state invece impugnate dal Governo Monti. Il regolamento attuativo che dovrà stabilire le modalità di prescrizione della cannabis terapeutica in Abruzzo dovrà essere stilato dalla Giunta regionale entro il 4 aprile prossimo, entro cioè 90 giorni dalla promulgazione della legge abruzzese che è stata pubblicata sulla Gazzetta regionale nel gennaio scorso. Come ha confermato il consigliere regionale promotore della legge, Maurizio Acerbo, "spetta all'Assessorato alla Sanità stabilire le modalità attuative di approvvigionamento delle sostanze galeniche a base di cannabinoidi e la somministrazione ai pazienti secondo ricetta medica". "Questa è una vittoria del buon senso perché già il ministero aveva autorizzato l'uso terapeutico e l'Abruzzo diventa capofila perché lo ha disciplinato", ha detto  Acerbo, promotore e primo firmatario della legge. "Perfino Giovanardi - ha proseguito - è favorevole all'uso medico dei cannabinoidi, ma queste buone intenzioni fino ad oggi non erano operative". Secco no, quindi, a "pregiudizi oscurantisti" dal segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, sottolineando che "con le leggi regionali stiamo cercando di colmare il vuoto normativo". I farmaci a base di cannabinoidi, ha detto "si devono poter produrre in Italia e a basso costo per il Servizio Sanitario che ha il dovere di erogarli a chi ne ha bisogno su tutto il territorio nazionale".

I particolari della legge: In particolare, secondo la legge promulgata in Abruzzo (clicca qui per leggere il testo completo), in base al piano terapeutico redatto da un medico specialista, i cannabinoidi potranno essere prescritti anche dai medici di base. "Affidare anche ai medici di base la prescrizione dei cannabinoidi per le cure terapeutiche, è una scelta strategica della nostra legge", ha detto Acerbo spiegando che un altro degli aspetti qualificanti "è la possibilità di trattamento anche domiciliare". La 'legge Acerbo' prevede inoltre che la Giunta regionale possa stabilire convenzioni con centri attrezzati per la produzione e la preparazione dei farmaci. L'iter di approvazione regionale è partito l'11 settembre 2013 mentre la promulgazione è del 4 gennaio scorso. A presentare il progetto di legge 'Modalità di erogazione dei farmaci e dei preparati galenici magistrali a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche', era stato, oltre che il consigliere di Rifondazione Comunista, il consigliere Antonio Saia (Pdci) e lo avevano sottoscritto anche i consiglieri dell' allora Pdl, Riccardo Chiavaroli e Walter Di Bastiano. "Ad altre regioni - ha sottolineato Chiavaroli - norme simili sono state bocciate perché fatte male, ma in questo caso era fatta bene. Abbiamo ascoltato numerosi scienziati di rilievo ed è venuta fuori una norma all'avanguardia".

Gli articoli del provvedimento: Sono nove gli articoli della legge. Il testo del provvedimento disciplina sia gli ambiti di applicazione che le modalità di somministrazione. Stabilisce inoltre regole per la verifica, attraverso periodici monitoraggi, dell'applicazione delle disposizioni in particolare per il consumo sul territorio regionale dei medicinali cannabinoidi distinguendo i medicinali importati dai preparati galenici magistrali e prevedendo la periodica trasmissione dei relativi dati alla competente Direzione Politiche della Salute. Inoltre la Giunta regionale trasmette alla competente commissione consiliare, entro un anno dall'entrata in vigore della legge, e poi con cadenza annuale, una dettagliata relazione sull'attuazione per quanto riguarda il numero di pazienti trattati con medicinali cannabinoidi in ciascuna azienda sanitaria della regione, distinti per patologia e per tipologia di assistenza; eventuali criticità e disomogeneità di applicazione della legge sul territorio regionale e difficoltà inerenti l'acquisto e l'erogazione dei medicinali cannabinoidi.

Il commento dell'esperto. L'apertura del Governo alla cannabis terapeutica potrebbe far cambiare Il l'atteggiamento prevalente nei confronti di questa sostanza, aprendo qualche spiraglio alla liberalizzazione. Lo afferma Gianluigi Gessa, responsabile del gruppo italiano sullo studio delle dipendenze e docente di Neuropsicofarmacologia all'università di Cagliari. ''Con una maggiore diffusione della cannabis terapeutica - afferma Gessa - finalmente ci si accorgerà che non porta necessariamente alle droghe pesanti, non provoca schizofrenia. Cadrà insomma tutta quella retorica populista che ha portato al proibizionismo. Oggi ci sono ricercatori che dicono tutto il male possibile della cannabis, selezionando da una letteratura vastissima solo gli studi che fanno comodo''. I benefici della cannabis terapeutica, sottolinea l'esperto, sono ormai assodati. ''E' molto utile per i dolori neuropatici, ad esempio quelli della sclerosi multipla, ma anche per quelli cronici, per nausea e vomito, glaucoma e molte altre patologie - sottolinea - io aggiungerei anche cefalea, ansia e depressione, almeno in alcuni soggetti, anche se non si può prescrivere per queste malattie. Stiamo parlando di una sostanza che esiste in natura da 38 milioni di anni, ed è stata usata per quattromila''. Un destino simile alla cannabis lo ha avuto l'Lsd, su cui solo pochi giorni fa è stato pubblicato il primo studio dopo 40 anni che ha indagato sui suoi effetti terapeutici nei malati terminali. ''Anche in questo caso c'è una grande letteratura scientifica sull'uso nella terapia dell'alcolismo, della schizofrenia e di altri problemi psichiatrici - spiega Gessa -. Inoltre l'Lsd e altri allucinogeni, che non danno dipendenza, sono utilissimi per capire il funzionamento del cervello, ma anche queste sostanze sono finite nel calderone proibizionistico da cui si spera possa uscire la cannabis'.

Siete favorevoli a questa norma?

La legge della Regione Abruzzo

fonte: regione Abruzzo, ansa

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