Roche, Avastin e Lucentis sono diversi. Soi: le nostre ragioni e Aifa

Aziende | Redazione DottNet | 10/03/2014 19:03

L'azienda farmaceutica Roche ribadisce la" correttezza del suo operato e della sua posizione", confermando di avere "fiducia nel fatto che le sue ragioni saranno pienamente affermate". E' quanto si legge in una nota, nella quale Roche, in merito all'avvio di indagini da parte delle procure di Roma e Torino, dichiara anche "di non aver alcuna informazione" e pertanto di ritenere "inopportuno fornire commenti al riguardo".


Nel ribadire che ricorrerà al Tar del Lazio nei confronti del provvedimento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, Roche spiega che "Avastin (bevacizumab) e Lucentis (ranibizumab) sono farmaci diversi, per composizione, struttura e modalità di somministrazione, studiati e sviluppati per scopi terapeutici differenti". "Avastin è un farmaco oncologico, mentre Lucentis è un farmaco ad uso oftalmico sottolinea l'azienda farmaceutica, evidenziando anche che "l'utilizzo oftalmico di Avastin non è mai stato autorizzato da alcuna agenzia regolatoria e pertanto non esiste alcun rapporto concorrenziale tra Avastin e Lucentis, e neppure tra Roche e Novartis in ambito oftalmico". Roche precisa inoltre che "i contatti con Novartis menzionati dall'Antitrust non avevano alcuna natura anti competitiva ma esprimevano la preoccupazione nel constatare - conclude la nota - che un farmaco studiato, sviluppato, registrato e utilizzato in tutto il mondo per le sue indicazioni in oncologia, potesse venire manipolato, potenzialmente contaminato e comunque impropriamente utilizzato in indicazioni prive di qualsiasi approvazione da parte delle Autorità sanitarie mondiali, con rischio per la sicurezza e la salute".

Incontro con Lorenzin: Il presidente della Società Oftalmologica Italiana (Soi), Matteo Piovella, ha inviato una lettera al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, chiedendole un ''incontro urgente allo scopo di fare il punto della situazione, alla luce di quanto emerso negli ultimi giorni'' in merito al cartello delle aziende farmaceutiche Roche e Novartis per incentivare l'utilizzo di un farmaco per gli occhi più costoso, Lucentis, rispetto ad un altro di pari efficacia, Avastin. In particolare, afferma La Soi in una nota, ''si chiede di discutere l'urgente adozione'' di alcuni provvedimenti: provvedere ad introdurre un'eccezione per l'uso dell'Avastin quale farmaco off label per la cura della Degenerazione maculare senile DMS; far reinserire l'Avastin nella lista 648 dei farmaci off label e classificare tutti i farmaci anti V-GEF, per malattie oculari, non più in classe H (farmaci in uso solo nelle strutture ospedaliere) bensì in classe C (a carico del cittadino). La Soi ribadisce inoltre la sua ''completa disponibilità a fornire al ministro tutta la collaborazione necessaria affinché si arrivi ad una soluzione urgente e definitiva del problema''.
 

Soi, la multa è colpa dell'Aifa: "Se alla fine del 2012 l'Aifa non avesse contrastato il diffusissimo utilizzo dell'Avastin da parte degli oculisti italiani escludendolo dall'elenco dei farmaci rimborsabili da parte del Servizio Sanitario Nazionale, oggi non ci sarebbe stata la multa dell'Antitrust a Novartis e Roche". Così la Società Oftalmologica Italiana (Soi) risponde all'Aifa (clicca qui per il testo completo firmato da Piovella), l'Agenzia regolatoria italiana del farmaco, in merito alla vicenda che ha portato ad una multa di 180 milioni di euro a carico di due aziende farmaceutiche colpevoli di aver costituito un cartello per incentivare l'utilizzo di un farmaco per gli occhi più costoso, Lucentis, rispetto ad un altro di pari efficacia, Avastin. La decisione, sottolinea la Soi, è stata "ingiustificata" perché non ci sono, al contrario di quanto Aifa sospettava, segnalazioni di "eventi avversi" nell'uso di Avastin e "perché se è vero che i due farmaci non sono uguali" è anche vero che "le differenze fra i due si controbilanciano senza alcuna differenza sul piano clinico sia per efficacia che per sicurezza". La stessa Aifa, ricorda Soi, aveva introdotto l'Avastin fra i farmaci rimborsabili dal Ssn sino a dicembre 2012 quando, in seguito alla modificazione del foglietto illustrativo decisa dall'Ema, che rendevano Avastin un farmaco off-label, non iscritti per l'utilizzo, e regolamentati in base alla 648/96, legge che prevede che i farmaci possono essere utilizzati off-label solo "qualora non esista valida alternativa terapeutica", e la "alternativa" che esisteva da tempo era il Lucentis. Una scelta, sottolinea il Presidente Soi Matteo Piovella, che "contrasta con quanto fatto da tutte le altre Agenzie europee che decisero di non dare alcun rilievo alla segnalazione fatta dalla Ema".

La risposta della Soi firmata da Matteo Piovella

Fonte: roche, ansa, soi

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