Il robot Rio approda in un ospedale pubblico

Ortopedia | Redazione DottNet | 10/03/2014 15:06

Donna, 72 anni, ha le ginocchia 'vare', cioè ricurve ad O, e una grave artrosi a quello destro, per cui cammina a fatica zoppicando e provando dolore. E' la prima paziente che martedì prossimo sarà operata al CTO di Milano con una nuova tecnica chirurgica computerizzata, che si basa sull' utilizzo del nuovissimo Robot RIO, introdotto da Norberto Confalonieri, primario di ortopedia della struttura sanitaria.


''Lo scopo dell'intervento - spiega Confalonieri - è quello di togliere il dolore mettendo una protesi parziale, solo nel comparto mediale. Nel frattempo correggeremo anche la deformità artrosica e raddrizzeremo la gamba. La protesi sostituirà le cartilagini usurate che procuravano dolore''. E ''grazie al robot - continua lo specialista milanese - l' intervento sarà meno invasivo, l'incisione più piccola, la ripresa funzionale più precoce. In 15 giorni la signora camminerà senza stampelle. Dopo soli 3 giorni lascerà il reparto e inizierà la riabilitazione. Il robot e' pianificato da noi, per cui non può sbagliare. Rimuove l'osso che abbiamo deciso noi e solo quello. Per impiantare la protesi crea uno spazio sufficiente per infilarla e correggere la deformità''. Il robot Rio, prodotto dalla statunitense Mako, è il sistema più avanzato per applicare una protesi monocompartimentale di ginocchio. Grazie all' Associazione Internazionale di Chirurgia Computer e Robot Assistita (CAOS), presieduta da Confalonieri, è nata un'intensa collaborazione con i responsabili americani, fino a portare il robot nel Presidio Ortopedico CTO (che fa parte degli ICP, Istituti Clinici di Perfezionamento), primo ospedale pubblico italiano ad usufruire di questa tecnologia. L'applicazione di protesi monocompartimentali non è molto diffusa proprio perché sostituire una parte dell'articolazione è tecnicamente più difficile rispetto alla sostituzione con protesi totali. La sostituzione parziale richiede infatti una precisione maggiore, difficilmente ottenibile senza l'ausilio di strumenti computerizzati, e solo a fronte di una grande esperienza.
''In futuro - conclude Confalonieri - questo robot non servirà soo per le protesi mono, ma potrà eseguire tutti gli interventi di protesi, con maggior precisione  senza la fatica che il chirurgo avverte dopo qualche ora di sala operatoria''.
 

fonte: ansa

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