Farmaci e vaccini saranno differenziati in base a etnia e età

Redazione DottNet | 10/03/2014 16:22

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Una rivoluzione interesserà il mondo del farmaco: presto i medicinali saranno studiati e venduti in base all'etnia è all'età.

Scoprire perchè un farmaco su una persona funziona e su altre no, così come mettere a punto vaccini più efficaci per gli anziani che hanno un sistema immunitario rallentato dall'invecchiamento. Ma anche trovare nuove armi farmaceutiche per combattere le malattie emergenti soprattutto in Asia e in particolare modo in Cina. Sono gli ambiziosi obiettivi di un gruppo di oltre 200 ricercatori provenienti da ogni parte del mondo e guidati dall'italiana Paola Castagnoli, direttore scientifico di A Star l'agenzia governativa di Singapore all'interno di Biopolis, la città della scienza locale composta da un distretto di sette grandi dipartimenti. Nella città stato che rappresenta la porta dell'Asia per i cervelli e per le aziende occidentali, come la italiana Menarini che sta sperimentano una start up per una nuova tecnica diagnostica, si lavora 'carta bianca', ha spiegato la ricercatrice che con il suo gruppo ha progettato di comprendere i meccanismi biologici e immunitari che impediscono ad alcuni farmaci e vaccini di agire al meglio. Il percorso in questo senso è comprensibilmente obbligato: la popolazione asiatica, in particolare quella cinese, continua a crescere con un peso specifico mondiale non solo di ordine economico ma anche sanitario. I numeri delle malattie cardiovascolari, dei tumori e del diabete continuano ad aumentare e i servizi sanitari, così come l'industria del farmaco, si devono trovare pronti a fare fronte ad una nuova crescente domanda di cure. "Ma i farmaci e le terapie sono state sempre testate su popolazioni occidentali e si è visto che agiscono in modo diverso nelle diverse etnie - ha spiegato Castagnoli - tanto da spingere la ricerca a nuovi studi per rendere le terapie su misura delle popolazioni di questi paesi". E Singapore, che nella ricerca biomedica ha deciso da oltre 10 anni di fare importanti investimenti, non solo attrae capitali finanziari per le propizie condizioni fiscali e di mercato, ma anche cervelli.

Paolo Crudele, ambasciatore italiano a Singapore, conferma che continuano ad aumentare il numero degli arrivi dal nostro paese, tutti lavoratori altamente qualificati. E fra questi c'è un nutrito gruppo di ricercatori scientifici che hanno trovato spazio proprio a Biopolis.

fonte: a.star