Un'analisi del sangue può predire l'Alzheimer

Neurologia | Redazione DottNet | 10/03/2014 19:21

Una semplice nuova analisi del sangue ha individuato con "straordinaria accuratezza" le persone che avrebbero sviluppato il morbo di Alzheimer, con tre-cinque anni di anticipo sul manifestarsi dei sintomi.

 Gia' definito dagli esperti il "test che potra' cambiare le regole del gioco" nel campo della malattia cerebrale degenerativa, l'esame sanguigno e' stato sperimentato su centinaia di volontari in una collaborazione tra le universita' di Georgetown a Washington e di Rochester, a New York. I test hanno identificato per la prima volta ben 10 'biomarker' che hanno indicato, con una precisione pari al 90% dei casi, chi avrebbe sviluppato il morbo qualche anno dopo. Il rapporto pubblicato sulla rivista specializzata 'Nature Medicine' specifica che si tratta di "10 metaboliti di lipidi del sangue", tutti riscontrati in livelli decisamente piu' bassi tra i 28 partecipanti che sono andati incontro all' Alzheimer 3-5 anni dopo. Lo stesso risultato - di questi lipidi a livelli minimi - e' stato riscontrato in un altro gruppo di 54 pazienti 'di controllo' che avevano gia il morbo o qualche tipo di demenza. Gli scienziati ipotizzano che i i lipidi in questione inizino a scemare al tempo stesso in cui le cellule cerebrali iniziano a morire, ben prima che il morbo dia i devastanti sintomi di incoerenza mentale. "Non siamo certi della fonte e della funzione delle 10 molecole scoperte - ha detto l'autore principale dell'indagine Howard Federoff,neurologo della Georgetown university - ma sappiamo che fanno parte della membrana di ogni cellula". Lo stesso Federoff si e' detto "sorpreso della unicita' dei risultati dello studio e particolarmente entusiasta":"Se il test verra' confermato da indagini piu' ampie,cambiera' le regole del gioco per l'Alzheimer". Condotta su 525 volontari dai 70 anni in su', a cui e' stato prelevato il sangue ogni anno e che sono stati sottoposti ad esercizi cognitivi, la ricerca verra' ora seguita da test su persone di 40-50 anni. La diagnosi anticipata del morbo accelerera' fortemente la ricerca: potra' infatti essere possibile iniziare sperimentazioni di farmaci e cure su individui ancora sani ma destinati al morbo.

Fonte: ansa

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