Italia come la Grecia: aumentano mortalità e malattie

Redazione DottNet | 11/03/2014 18:28

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I troppi tagli alla sanità stanno avvicinando l'Italia alla Grecia. I primi effetti si stanno vedendo già in alcune regioni del Sud. L'allarme è stato lanciato da un gruppo di esperti tra cui Bissoni dell'Agenas invocando cambiamenti indispensabili per la salvezza del Servizio sanitario nazionale

Una situazione come quella certificata per la Grecia dalla rivista Lancet, che parla ad esempio di un aumento del 43% della mortalità infantile fra gli effetti dei tagli lineari alla sanità imposti al paese non è poi così lontana. Come hanno affermato gli esperti del think thank Action Institute durante un convegno oggi a Roma nella sede dell'Autorità Antitrust, senza un ripensamento radicale del sistema sanitario italiano e uno stop alle sforbiciate indiscriminate al bilancio potremmo fare la stessa fine, e anzi in qualche regione già si vedono i primi segni in questo senso. ''I tagli in Grecia hanno portato ad esempio allo stop ai programmi di fornitura di siringhe ai tossicodipendenti, e persino alle disinfestazioni nelle città, col risultato di far tornare la malaria - ha spiegato Walter Ricciardi dell'area Sanità di Action Institute e direttore dell'osservatorio sulla Salute delle Regioni -. Noi stiamo conducendo uno studio per verificare gli effetti dei tagli anche da noi, ma si può già dire che in alcune Regioni il processo è già iniziato. Al contrario nei paesi del nord Europa, dove si è scelto invece di operare diversamente, la crisi non ha influito sulla salute''. L'aspettativa di vita di chi nasce nel Sud, hanno sottolineato gli esperti, è già quattro anni più bassa rispetto alla media. Per risollevare il settore il think tank propone una strategia basata su quattro pilastri, che dovrebbe portare a una 'rivoluzione' nella sanità da qui al 2030. ''Noi proponiamo un rafforzamento della governance - ha spiegato Paolo De Santis, relatore della proposta - un maggiore empowerment dei pazienti attraverso un'accresciuta trasparenza ed un'elevata disponibilità pubblica di dati sanitari, la definizione di un sistema di incentivi e consequence management e la revisione del modello di finanziamento spostando l'accento dai costi sostenuti ai risultati raggiunti''. Tutti gli esperti, da Giovanni Bissoni, presidente dell'Agenas (nella foto), che ha parlato della necessità di un superamento del Servizio Sanitario Nazionale, allo stesso presidente dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella, si sono detti d'accordo nel predire che senza cambiamenti il Ssn rischia l'insostenibilità finanziaria. ''Di sicuro il modello organizzativo della sanità necessita di correzioni - ha sottolineato Pitruzzella - Esiste un chiaro conflitto di interesse dovuto al fatto che chi regola il settore, l'autorità regionale, è anche la stessa autorità che acquisisce la prestazione''.

Fonte: agenas