Anaao: l'Ssn va cambiato ma con medici e dirigenti

Redazione DottNet | 12/03/2014 12:41

ospedale sanità-pubblica sindacato ssn anaao

Costantino Troise segretario Anaao lancia al ministro Lorenzin un messaggio chiaro: vogliamo capire dov'è il cambiamento, come si farà e con chi.

"La campagna per cambiare il Servizio Sanitario Nazionale che il ministro della Salute intende avviare, è positiva, anche se non è chiaro il verso del cambiamento, il come e con chi". Costantino Troise, segretario Anaao non ha dubbi: "Certo il Ministro non può aver dimenticato che i medici il 27 ottobre 2012 erano già in piazza, con i cittadini, nel silenzio della Politica e dei media, per difendere e cambiare in meglio il SSN". "E che da tempo sostengono che “bisogna andare fieri” del nostro sistema sanitario, vittima invece di troppi pregiudizi e luoghi comuni, e lottare per salvaguardarlo. E nemmeno può a loro, critici da tempi non sospetti verso il federalismo sanitario e la deriva regionalistica, rimproverare l’avvento di un “re-gionalismo egoistico o l’incapacità di programmare”, precisa Troise. Secondo l'Anaao, i medici e i dirigenti sanitari dipendenti lavorano da 5 anni senza un contratto di lavoro nuovo e  con il fantasma di quello vecchio; con indici di produttività che non temono confronti nemmeno con il settore manifatturiero; "impegnati di notte, in una perfetta parità di genere, alla tenera età di 63-64 anni, a garantire le urgenze sanitarie; in prima linea, nei fortini dei Pronto Soccorso, ad accogliere domande di salute crescenti e complesse in posti barella in carenza di posti letto; con contratti a termine che aspettano un decreto desaparecido nelle stanze di ministri vecchi e nuovi; che non riescono a vedere nel foglio excel della riforma al mese quale è il mese della sa-nità e la settimana degli ospedali; vittime di una finta partenza di rinnovo contrattuale e di un contenzioso legale non frenato dalla semplice promessa di una legge specifica; con professionalità mortificate ed umiliate da una imperante cultura aziendalista incentivata, anche economi-camente, dalle Regioni; con una attività libero professionale intramoenia soffocata da oneri economici e burocratici, tenuti fuori da quel patto della salute che ha la ambizione, o l’illusione, di costituire una riforma quater. Quale cambiamento chiede il Ministro a questi professionisti?", conclude Troise.

Fonte: Anaao

Per quanto ci riguarda, noi siamo pronti a scambiare cambiamenti con cambiamenti, a partire dallo strumento contrattuale, che Ministero e Regioni continuano invece ad ignorare. Per il re-sto, occorre che il Ministro della salute pretenda segnali positivi dal Governo di cui fa parte. Comunque, ha ragione: chi ha le responsabilità le eserciti.

Ma cambiare il SSN non sarà possibile senza i Medici ed i Dirigenti sanitari o contro di loro. Nemmeno se si smette di piangere.