Studio europeo boccia le gare d'acquisto

Farmaci | Redazione DottNet | 13/03/2014 13:54

Gare di acquisto, sconti Ssn, ticket e sistemi di determinazione del prezzo basati su medie europee non sono tra la misure di governo della farmaceutica pubblica più apprezzate nell’Ue.

A dirlo è lo studio “Policy mix for the reimbursement of medicines”, condotto dall’istituto di ricerche austriaco Gesundheit Österreich Forschungs in collaborazione con la svedese Sogeti e finanziato dal Piano sanitario europeo 2008-2013. L’obiettivo della ricerca, protrattasi per circa un anno, era quello di investigare sulla combinazione di misure (policy mix) in tema di sostenibilità dell’assistenza farmaceutica che gli attori del sistema considerano ideali. E il rapporto che ne risulta vorrebbe essere un contributo di lavoro agli stati nazionali, nei loro sforzi di conciliare un’assistenza farmaceutica dal più ampio spettro possibile con le risorse finanziarie di cui si dispone, spesso drammaticamente limitate.
Il questo contesto, l’indicazione che arriva dallo studio è categorica: per gli stakeholder europei (consumatori, pazienti, servizi sanitari pubblici, agenzie regolatorie, industrie, medici e farmacisti, rappresentati anche dal Pgeu) tra tutte le politiche del farmaco messe in campo dai governi dell’Unione, la più appropriata rispetto all’obiettivo di assicurare il maggiore accesso possibile all’assistenza non può che proporre un mix di misure indirizzate da un lato a sostenere il farmaco innovativo e dall’altro il generico, come i due piatti della bilancia. In questa miscela non possono mancare le valutazioni farmaco-economiche (rapporto costo-efficacia), ma tra gli intervistati prevale anche l’opinione che sul generico sia prioritario puntare sulla sostituzione in farmacia piuttosto che sulle altre misure più comuni (prezzo di riferimento o prescrizione generica).
Nel mix ideale che dovrebbe contraddistinguere la politica del farmaco dei paesi Ue, invece, gli attori della sanità europea non mettono ticket (ai pazienti), sconti o clawback (quelli che in Italia si chiamano trattenute Ssn) e gare o negoziazioni sul prezzo di acquisto. Un’indicazione che meriterebbe approfondimenti soprattutto in Italia, dove le gare di acquisto su base regionale rimangono una delle ipotesi aperte al tavolo per il rinnovo del Patto della salute. Dal quale, ha detto oggi pomeriggio il commissario per la spending review, Carlo Cottarelli, nell’audizione davanti alla commissione Bilancio del Senato, dovranno arrivare quest’anno tre miliardi di risparmi, «se si fanno le cose giuste». E tra queste, secondo molti osservatori, dovrebbe esserci la razionalizzazione della spesa per beni e servizi.

fonte: federfarma

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