Milillo contro Montaldo (Liguria): nessun diktat per motivi di cassa

Medicina Generale | Redazione DottNet | 14/03/2014 15:40

Botta e risposta tra Giacomo Milillo e l'assessore alla Sanità della Regione Liguria Claudio Montaldo che accusa i medici di creare un danno economico "facendo di testa propria". La polemica nasce dalla normativa regionale che impone ai medici di limitare le prescrizioni e di utilizzare moduli prestampati per le ricette.

“La cura di Montaldo è peggio della malattia”. Così il Segretario Nazionale FIMMG, Giacomo Milillo, risponde  all’Assessore Claudio  Montaldo che parla di "danno economico prodotto da quel 10% di mmg che continuano a fare di testa propria, in  barba ai protocolli prescrittivi". “Aver sottolineato che il vantaggio economico e il 
rispetto delle indicazioni fornite dalle Regioni rappresentino gli  unici obiettivi della medicina generale invece che la salute dei cittadini, attraverso  l’appropriatezza delle cure, è quello che ci preoccupa di più”.  “L’Assessore dimentica – continua Giacomo Milillo – che in più  occasioni la Cassazione ha sottolineato l’obbligo del medico di attenersi alle migliori cure per il paziente anche superando le linee 
guida e i protocolli prescrittivi. Ci siamo sempre impegnati a lavorare per la sostenibilità del SSN e ribadiamo che la Convenzione già prevede meccanismi di verifica e promozione per l’appropriatezza prescrittiva (art. 27 ACN) che, ove  applicati, si sono dimostrati efficaci nel garantire un uso delle risorse utile a cittadini, medici ed aziende. Appare evidente – conclude Milillo - che il corpo 
normativo della Convezione non interessa alle Regioni che lo calpestano di continuo, apparentemente contro i medici ma in  realtà a danno dei loro assistiti”.

La polemica: In Liguria i medici di medicina generale sono invitati a firmare moduli prestampati per ridurre la spesa, denunciava  Giacomo Milillo, sottolineando che è ''in gioco la liberta' di cura'' e chiedendo l'intervento dell'assessore alla sanità ligure Claudio Montaldo. ''In Liguria - afferma Milillo in una nota - c'è in gioco la libertà di cura e l'autonomia delle scelte sulla personalizzazione delle terapie, tipica della medicina di famiglia: nell'Asl 3 genovese si impone al medico con un prestampato di rivedere la terapia e quindi i processi di cura dei pazienti solo sulla base di evidenze economiche''. Forse, prosegue, ''qualcuno a livello aziendale sta già immaginando una medicina generale legata a ordini di servizio e non al rapporto fiduciario con i propri assistiti''. Per questo, rileva Milillo, ''abbiamo il dovere di denunciare questo tentativo alla popolazione, poiché se questo accade nel sistema libero professionale convenzionato, tipico del rapporto contrattuale della medicina generale, possiamo solo immaginare quale siano i sistemi adoperati per il controllo della spesa nelle altre professioni sanitarie, oltretutto subordinate contrattualmente". Dunque, ''appare necessario un intervento diretto sulla ASL 3 genovese di Claudio Montaldo, per bloccare una tale degenerazione delle relazioni tra azienda e medici di famiglia, degenerazione che è giunta al limite intollerabile di ignorare i percorsi previsti dall'Accordo collettivo nazionale per l'appropriatezza prescrittiva, sostituendoli con azioni intimidatorie al limite del mobbing. Valuti l'assessore - conclude Milillo - se il direttore generale è ancora idoneo a garantire le cure dei cittadini del suo territorio".
 

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