Terapia del dolore: reintrodotte le tabelle per gli stupefacenti

Redazione DottNet | 14/03/2014 15:53

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Col decreto sulle droghe resta intatta la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti, che la legge Fini-Giovanardi aveva eliminato e la sentenza della Consulta ha di fatto ripristinato: una delle tabelle è specifica per la cannabis e i suoi derivati.

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto che reintroduce le tabelle per la classificazione delle sostanze stupefacenti e che prevede anche norme precise contro i 'cartelli' delle aziende del farmaco dopo il caso Novartis-Roche. La sentenza della Corte costituzionale sulla legge Fini-Giovanardi ''aveva creato un vuoto normativo che ha prodotto emergenze nelle ultime settimane, e per questo siamo dovuti intervenire con un atto di urgenza per il ripristino delle tabelle sulle sostanze stupefacenti''. Lo ha detto il ministro Lorenzin dopo il Consiglio dei ministri. ''Circa 500 nuove droghe e sostanze sintetiche erano uscite dall'alveo della regolamentazione'' per effetto della sentenza della Corte sulla legge Fini-Giovanardi, che ha cancellato le tabelle sulle sostanze stupefacenti dal 2006 ad oggi, ha aggiunto. "E' fantastico, ci saremmo scontrati in una riunione che è durata in tutto 40 minuti! In armonia il Cdm ha ripristinato le tabelle sanitarie, abbiamo affrontato il tema dal punto di vista sanitario mentre il tema politico è stato rimesso al Parlamento". Così il ministro Beatrice Lorenzin nega uno scontro sull'equiparazione tra droghe leggere-pesanti. Il Cdm è stato preceduto dal comitato interministeriale sulla spending review. Il commissario alla spending Carlo Cottarelli ha illustrato le proposte al comitato interministeriale, riunitosi a P.Chigi. Il comitato, spiega Palazzo Chigi in una nota, ha cominciato "un percorso analitico delle singole voci per costruire la revisione della spesa con risultati a breve e nell'arco del triennio".

''La prima parte del decreto approvato oggi in Cdm riguarda la materia degli stupefacenti: è una norma che interviene sugli aspetti amministrativi e non penali, Gli aspetti: conseguente alla sentenza della Corte costituzionale sulla legge Fini-Giovanardi, che ha creato un vuoto normativo''. Lo ha precisato il ministro della salute Beatrice Lorenzin al termine del Cdm, sottolineando come si fossero creati problemi anche per la prescrizione, ad esempio, delle terapie del dolore.Dopo la sentenza della Corte, ha chiarito il ministro in conferenza stampa, ''si era creata una situazione di vacatio'' che ha determinato vari problemi ''nella prescrizione delle terapia del dolore, così come per la terapia di alcune patologie che necessitano di sostanze nel tempo autorizzate''. Oggi dunque, ha ribadito il ministro, ''il Cdm interviene solo per il ripristino delle tabelle riferite alla disciplina amministrativa. Non incidiamo quindi - ha rilevato - sulla parte penale, dopo la sentenza della Corte, ma rinviamo ciò ad un ulteriore approfondimento'', poichè tali aspetti non possono essere trattati, ha concluso, ''sull'onda dell'emergenza''.

Farmaci Off label: Il decreto legge approvato oggi dal Cdm ''prevede norme per favorire l'impiego di farmaci off-label meno onerosi per il Sistema sanitario nazionale ma altrettanto efficaci dal punto di vista terapeutico''. Lo ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. Si prevede, ha spiegato Lorenzin, che in presenza di farmaci off-label (fuori indicazione) in altri Paesi, l'Agenzia italiana del farmaco(Aifa)''abbia il potere di iniziare d'ufficio una sperimentazione clinica sul farmaco, finanziandola con i propri fondi''. Nel caso l'azienda titolare di brevetto non dia il consenso a ciò, il diniego verra' reso pubblico da Aifa. Tale norma, ha sottolineato Lorenzin, ''è rispettosa del principio della sicurezza'' per i pazienti, ma anche del ''diritto dei brevetti''. Inoltre, permettendo la norma l'utilizzo di farmaci eventualmente meno onerosi ma di cui si provata la sicurezza, ''garantisce al contempo effetti positivi in termini di risparmio per il Sistema sanitario nazionale''.


 

fonte: cdm, Lorenzin