Farmaci omeopatici, ormai si trovano solo su internet

Farmaci | Redazione DottNet | 15/03/2014 18:35

Gli 11 milioni di italiani che utilizzano l'omeopatia sono "discriminati rispetto ai cittadini di altri Paesi EU" e "costretti a rivolgersi all'acquisto all'estero via internet" per rifornirsi di medicinali omeopatici che le aziende italiane non possono più permettersi di produrre

E' la denuncia che viene da tutte le società scientifiche e le associazioni di pazienti dell'omeopatia, che hanno deciso di scrivere al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e all'Agenzia del Farmaco Italiana (Aifa). Il risultato è un documento in cui si sottolinea la volontà di sopravvivenza di un settore "messo a rischio dalle leggi vigenti", ma non solo. "Per la prima volta ci siamo seduti tutti intorno a un tavolo, superando le divergenze, e abbiamo evidenziato i punti fondamentali per una corretta registrazione dei medicinali omeopatici, prendendo spunto da Paesi dove questo tipo di regolamentazione esiste da anni", spiega il presidente della Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata(SIOMI), Simonetta Bernardini. I medicinali omeopatici, infatti, dal 1995 in poi hanno circolato, in Italia, in base a un riconoscimento ope legis, ovvero non con una registrazione ma con una semplice licenza. Il decreto Balduzzi, nel 2012, ha introdotto la registrazione con la presentazione di tutti i dossier farmaceutici, come avviene per i medicinali classici, prevedendo però, aumenti delle tariffe di registrazione, per sostanze fuori brevetto, fino al 70.000% del costo originale. "Il produttore pagava per Arnica 31 euro l'anno, ora tra tutte le diluizioni e forme farmaceutiche, si sono trasformati in 23.000 euro", sottolinea Bernardini.

Moltiplicando il costo per le migliaia di medicinali disponibili, le aziende omeopatiche dovrebbero versare allo Stato l'80% del loro fatturato annuale. "Fino ad ora - aggiunge - la politica non ha fatto bene il suo lavoro e se ne è dovuto occupare il Tar, dicendo che servirà un nuovo decreto legge per rivedere le tariffe di rinnovo dei farmaci. Invitiamo chi se ne occuperà ad informarsi prima di fare". Quindi l'appello: "Chiediamo al Governo un tavolo tecnico tra produttori, medici e pazienti per fare un decreto giusto ed economicamente sostenibile, perché molte aziende stanno già dismettendo la produzione di farmaci omeopatici meno prescritti, che non potrebbero giustificare quei costi. Già ora non so come curare le allergie primaverili perché non trovo più il polline di cipresso". La conseguenza dice chiaramente il documento, è di spingere molti medici e pazienti a rifornirsi via internet, "comprando con qualità incontrollata e con danno al sistema produttivo italiano".

fonte: ansa

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