Vaccini in età pediatrica, cresce il partito dei contrari

Redazione DottNet | 16/03/2014 20:04

Sono sempre più i genitori che non vorrebbero vaccinare i propri figli per timore degli elevati effetti collaterali della profilassi. E monta la polemica

 

Vaccino sì vaccino no. A scatenare il polverone sulla necessità, o meno, di vaccinare i bambini è stato il Movimento 5 stelle che ha proposto di far scegliere ai genitori se somministrare il farmaco. Secondo il gruppo politico ormai non c'è più necessità di tutelarsi da malattie infettive particolari, poiché quelle per le quali si eseguivano i vaccini sono o scomparse o tenute sotto controllo. Insomma la prevenzione non occorre più. Anche perchè, aggiungono i grillini a sostegno delle loro tesi, i vaccini sarebbero pericolosi per la presenza di sostanze dannose per la salute, come mercurio, alluminio e altre sostane tossiche. Inoltre in molti casi alcuni vaccini sarebbero stati messi sotto accusa come un effetto collaterale dell'autismo, tanto che diverse famiglie stanno chiedendo la sospensione della profilassi. Al momento l'unica Regione che ha eliminato l'obbligo è il Veneto, altre stanno valutando la stessa possibilità, cioè di consentire alle famiglie la libera scelta

Secondo Anna Teresa Palamara, presidente della Società Italiana di Microbiologia (Sim), ''Non c'è ad oggi uno studio serio che abbia dimostrato una correlazione reale tra vaccinazione e insorgenza di un qualche tipo di malattia. A meno che non ci si riferisca a problemi che riguardano la produzione di vaccini come, ad esempio, lotti non correttamente inattivati o altri difetti nel processo produttivo. Ma qui siamo nel campo dell'errore''. ''Credo - sottolinea l'esperta in una nota - che se tornassimo indietro sulle vaccinazioni a livello di sanità pubblica faremmo un balzo indietro di 50 anni, perche' le vaccinazioni hanno realmente cambiato la storia e l'evoluzione delle malattie". L'uomo, spiega, ''fin dalla sua comparsa sulla Terra e' stato colonizzato da una miriade di microrganismi, collettivamente definiti 'microbiota', che si sono coevoluti con il loro ospite, fornendo a questo proprieta' indispensabili al suo benessere", ma ''alterazioni nella composizione del microbiota possono avere un impatto dannoso sulla salute umana''. Recentemente, sottolinea Palamara, ''su una rivista scientifica è stato pubblicato uno studio che dimostra come il microbiota dell'intestino abbia un ruolo importante nel determinare l'autismo. Per cui il microbiota dei bambini autistici e' diverso in composizione rispetto al microbiota dei bambini normali. Allo stesso modo, nei soggetti obesi la composizione del microbiota è diversa rispetto a quella dei soggetti magri". I batteri, inoltre, possono condizionare anche il nostro umore: ''diversi studi confermano la capacita' del microbiota intestinale di comunicare con il cervello, e quindi di influenzare il nostro umore e i nostri comportamenti. Ma l'importante - conclude la presidente Sim - e' far comprendere che per arrivare a delle formulazioni che modifichino la composizione del microbiota occorreranno ancora molti studi e molte ricerche". 

Per la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps) è un ''rischio potenzialmente grave per la salute dei nostri bambini e adolescenti sospendere i vaccini''. "Se da un lato è corretto sostenere una scelta consapevole e responsabile da parte delle famiglie in merito alla vaccinazioni, lasciando loro la facoltà di decidere se proteggere o no i propri figli da malattie potenzialmente gravissime - afferma Gianni Bona, vicepresidente Sipps - non va mai tuttavia dimenticato che le vaccinazioni sono divenute ormai una procedura di sanità pubblica. Le vaccinazioni contribuiscono in modo determinante alla protezione dell'intera collettività: oltre a tutelare la salute dei singoli individui, infatti, esse impediscono la circolazione e la diffusione degli agenti infettivi". Questo fenomeno, denominato "immunità di gregge", si innesca quando viene superato un livello soglia, specifico per ogni vaccino sulla base della tipologia e della contagiosità di ciascuna malattia, per cui risulta provvista di anticorpi una quota molto elevata della popolazione (intorno al 90%). Se oggi l'Italia presenta una bassissima incidenza per numerose delle malattie infettive prevenibili, rileva la Sipps, è proprio grazie alle elevate coperture vaccinali raggiunte e al loro perdurare ad alti livelli nel tempo: una sospensione dell'obbligo vaccinale con una riduzione inevitabile delle coperture vaccinali, avverte la Società scientifica, ''porterebbe ad una ripresa delle infezioni non prevenute, come è accaduto in anni recenti in Paesi come l'ex Unione Sovietica per la difterite o l'Albania per la poliomielite''.
 

Per l'assessore alla Salute della Regione Lombardia Mario Mantovani la proposta di legge regionale per eliminare l'obbligo di vaccinazione per i bambini in età evolutiva, presentata dal M5S al Pirellone e di cui si è parlato in commissione Sanità, ''contiene elementi di rischio per la tutela della sanità pubblica''. Mantovani in una nota ha infatti dichiarato: ''Mi pare che quella degli esponenti politici di opposizione sia una proposta inopportuna e priva di fondamento'', argomentando che questa è ''molto debole dal punto di vista delle evidenze scientifiche e di scarso o nullo vantaggio per il cittadino stesso'' e ''sotto il profilo economico il risparmio presunto non esiste, perché le malattie prevenibili con il vaccino tornerebbero a manifestarsi nei soggetti non vaccinati''. Per quanto riguarda, invece, la sede istituzionale del dibattito, l'assessore ha affermato che "la tematica, se la si vuole affrontare, si deve affrontare in ambito nazionale e non regionale".

Secondo voi è giusta la proposta del Movimento 5 Stelle?

Fonte: regione lombardia, M5s, ansa, sipps, sim

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