Cassazione, il danno al paziente decorre dalla conoscenza dell'errore

Redazione DottNet | 19/03/2014 09:52

cassazione professione sanità-pubblica malasanità

Contro il medico responsabile dell'intervento andato male, o delle cure sbagliate, è possibile presentare querela e chiedere il risarcimento entro un termine di tempo (la querela per lesioni colpose non va proposta oltre i tre mesi) che non comincia a decorrere dal giorno dell'intervento, ma dal giorno in cui il paziente prende la totale conoscenza dell'errore.

 

La sentenza della Cassazione ( n. 9194/14 del 25.02.2014) si schiera ancora una volta a favore dei pazienti, nonostante l'orientamento generale, all'indomani del decreto Balduzzi, stia mutando verso una maggiore tutela dei camici bianchi (clicca qui per scaricare il massimario della Corte di Cassazione). Come dicevamo, contro il medico negligente è possibile proporre una querela e ottenere il risarcimento del danno, entro un termine che non comincia a decorrere dal giorno dell’intervento, della diagnosi o della cura eseguita in modo negligente, ma dal giorno (eventualmente successivo) in cui il paziente ha avuto l'effettiva conoscenza dell’errore. Tale conoscenza, secondo il giudizio degli Ermellini, non può limitarsi alla sola consapevolezza dell’esistenza di una patologia quale conseguenza dell’errore medico, ma si deve trattare di una consapevolezza totale. Il paziente che si ritiene danneggiato deve essere pienamente cosciente che la patologia per cui si chiede il risarcimento sia stata certamente determinata dagli errori di diagnosi o di terapia dei medici curanti. In caso contrario, mancherebbe la consapevolezza dell’esistenza di un’ipotesi di reato: vale a dire che per avanzare una richiesta per danni occorre avere completa cognizione che il danno sia dipeso proprio dal trattamento stesso. E da quel momento decorre il termine. Di fatto si tratta di un vantaggio per il danneggiato che così potrebbe prendere conoscenza certa, solo in un momento successivo, dell’errore del medico, magari a distanza di diversi mesi.

Il Massimario della Corte di Cassazione

Fonte: cassazione, interna