Un anziano su cinque prende farmaci che confliggono tra loro

Redazione DottNet | 16/03/2014 15:05

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Un anziano americano su cinque prende farmaci per patologie croniche che "confliggono" tra loro. Il dato emerge da una ricerca della Oregon State University, negli Usa, pubblicata sulla rivista Plos One.

L'abitudine di trattare i disturbi uno per volta con un farmaco apposito e' molto diffusa nella pratica medica spiegano gli studiosi, anche perché i medici di base, punto di riferimento per gli anziani, non hanno linee guida precise che consentano di avere un approccio più complessivo al paziente, orientato anche all'eventuale sostituzione di medicinali "in conflitto" , ma questo può comportare non pochi problemi. Un medicinale utilizzato per trattare una patologia può infatti peggiorare le condizioni per un'altra e solo nel 16 per cento dei casi di "competizione terapeutica" il medicinale viene alla fine effettivamente sostituito. "I farmaci si focalizzano su una malattia alla volta e molti medici spesso trattano i pazienti tutti allo stesso modo - spiega il dottor David Lee, che ha condotto la ricerca su 5812 anziani ospitati in case di cura - il risultato e' che si trattano troppe malattie con troppi farmaci, mentre sarebbe il caso di porre l'attenzione innanzitutto sui problemi di salute più gravi, senza per forza curare i disturbi più lievi con un medicinale apposito che magari va a peggiorare la patologia più seria". Tra le malattie croniche per le quali più spesso i farmaci "confliggono" vi sono ipertensione e osteoartrite, ipertensione e diabete, ipertensione e depressione, ipertensione e broncopneumopatia cronico ostruttiva e diabete e coronaropatia

fonte: ansa