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Iss, medici di famiglia impreparati su sale e iodio

Medicina Generale Redazione DottNet | 17/03/2014 14:05

Medici di famiglia ancora poco preparati sull'eccesso di sodio (cioè sale) e la carenza di iodio nell'alimentazione e sulla legge con le raccomandazioni sul sale iodato.

A certificarlo è un'indagine condotta dall'Istituto superiore di sanità su mille medici di medicina generale. Per ridurre gli introiti alimentari di sodio e aumentare quelli di iodio, l'Italia ha scelto di arricchire il sale con iodio, obbligando i rivenditori a offrire preferenzialmente il sale iodato, il sale comune su richiesta e raccomandare di utilizzare 'meno sale ma iodato'. Tuttavia, anche se l'83% dei medici è favorevole a ridurre il sale negli alimenti e il 40% all'uso del sale iodato, il 23,3% dei medici conosce la raccomandazione del Ministero della Salute sul sale iodato e la legge sulla iodoprofilassi, mentre il 45,6% conosce solo la raccomandazione o solo la legge, e il 31,1% non conosce né raccomandazione né legge. Nella pratica clinica un medico su due raccomanda la riduzione dell'assunzione del sale ai suoi assistiti, mentre il 48,7% raccomanda la riduzione di sale solo ai soggetti ipertesi e nefropatici.

Solo il 22,9% consiglia il sale iodato al posto del sale comune a tutti gli assistiti. Risultati che fanno concludere lo studio, che tra i medici non è sufficientemente diffusa la conoscenza degli squilibri alimentari su sodio e iodio e che la prevenzione non è praticata in modo adeguato. Questo perchè, per quanto riguarda il sodio, gran parte dei medici di famiglia si è laureato diversi anni fa, mentre i dati sull'efficacia di una riduzione del sale nella dieta sono recenti, mentre per lo iodio il problema della carenza potrebbe essere sottovalutato e sopravvalutato quello del rischio di ipertiroidismo indotto da iodio.

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fonte: ISS

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