Mmg e farmacisti insieme per la deospedalizzazione delle cure

Redazione DottNet | 17/03/2014 14:41

Soltanto un’alleanza terapeutica tra farmacie e medici di famiglia può assicurare al Ssn il raggiungimento di quello che oggi è il suo obiettivo più urgente in chiave sostenibilità, la deospedalizzazione delle cure.

 E’ il messaggio che arriva da Trieste, dove sabato Federfarma Friuli ha messo attorno a un tavolo titolari, mmg, esperti e politici per parlare di governance del territorio e farmacia dei servizi. L’aggancio all’attualità la davano la prossima riforma della Sanità regionale – nella quale le farmacie vorrebbero recitare un ruolo che vada ben al di là della mera dpc – e l’intesa-quadro sui servizi che Federfarma e Regione sono vicini a concludere. Ma la discussione ha offerto spunti e indicazioni che vanno ben al di là dei confini friulani. Nello Martini, direttore ricerca & sviluppo dell’Accademia nazionale di medicina, ha ricordato per esempio il legame che esiste tra deospedalizzazione e farmacia dei servizi: «Si tagliano posti letto solo se si riducono i ricoveri e si riducono i ricoveri innanzitutto se si accresce l’aderenza alle terapie». Martini ha fornito qualche dato: soltanto il 54% dei pazienti affetti da ipertensione rispetta disciplinatamente le cure farmacologiche, tra i dislipidemici la quota cala al 53,7% e tra le persone affette da fibrillazione si ferma al 60%.
E poi ci sono i “politrattati”: «Un anziano affetto da diabete, ipertensione e complicanze varie» ha ricordato Claudio Fresco, cardiologo dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Udine «può arrivare ad assumere fino a 11 pillole al giorno. E a volte l’aderenza è persino più importante di quello che si prende: come ha svelato una recente metanalisi su alcuni studi scientifici, un placebo assunto con regolarità arriva a dare risultati migliori del farmaco vero ma assunto in modo discontinuo». «Farmacie e medici di famiglia» ha detto ancora Martini «devono quindi organizzarsi per assicurare monitoraggio e aderenza delle terapie». Solo così, tra l’altro, le due professioni riusciranno a riportare sul territorio i farmaci di ultima generazione: «La realizzazione di una vera continuità delle cure» ha concluso Martini «offrirebbe alla spesa farmaceutica la governance di cui oggi ha bisogno. La distribuzione diretta non è governance, è soltanto una modalità gestionale».
Da medici di famiglia massima disponibilità a questa “alleanza”: «Noi possiamo assicurare risparmi importanti al Ssn» ha riconosciuto il segretario generale della Fimmg, Giacomo Milillo «un progetto che abbiamo condotto a Torino con i diabetologi dimostra che l’assistenza programmata ai diabetici fa crollare i ricoveri nel giro di sei mesi». E allora, ecco l’invito alle farmacie: «Il riparto dei fondi 2013» ha ricordato Milillo «ha assegnato a farmacia dei servizi e riordino delle cure primarie fondi vincolati di poano per 250 milioni di euro. Finora le Regioni hanno sempre utilizzato questi fondi per altre spese, stavolta lavoriamo assieme perché vengano utilizzati per i progetti che servono alle farmacie e mg». Stesse considerazioni da Annarosa Racca, presidente di Federfarma: «I farmaci devono tornare sul territorio» ha detto «nelle farmacie e nella penna del medico di famiglia. Il progetto di Federfarma per la nuova farmacia dei servizi va già in questa direzione». «Farmacisti e mmg» ha aggiunto dal canto suo Alessandro Fumaneri, presidente di Federfarma Friuli «possono fare molto per riqualificare il territorio e le Cure primarie. Lavorare assieme sull’aderenza alle terapie significa imboccare un percorso innovativo nell’interesse del paziente e della sostenibilità del Ssn». «Le farmacie» ha ricordato Alessandra Forgiarini, segretario regionale di Federfarma Friuli «possono fare molto per l’appropriatezza prescrittiva e la gestione dei trattamento cronici». Sulla stessa linea l’assessore alla Salute della Regione, Sandra Telesca: «Mettere in rete medici e farmacisti» ha affermato «sarà un punto fermo della riforma, orientata a porre realmente al centro di tutto il cittadino. Abbiamo un'offerta ospedaliera eccessiva e servizi utilizzati all'80 per cento dagli utenti. Vogliamo costruire con farmacie e mmg una rete di prossimità, cronici e fragili hanno bisogni ai quali solo il territorio può rispondere».

fonte:federfarma

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