Le risorse per il cuneo fiscale

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 17/03/2014 19:21

Le risorse devono ancora tutte arrivare, ma la spending review a cui il governo ha affidato le coperture del taglio del cuneo fiscale, è un bacino a cui si è già attinto.

L'esecutivo di Matteo Renzi non è il primo infatti ad affidarsi alle risorse derivanti dai tagli della spesa a cui sta lavorando da mesi il supercommissario, Carlo Cottarelli. Così, dei circa 34 miliardi a cui si tende come obiettivo al 2016, 13,7 miliardi sono in realtà già stati destinati. Altri ancora sono stati impegnati anche per il 2017 e il 2018, sempre che nuovi provvedimenti legislativi non intervengano a rimodulare i saldi. La spending è infatti stata utilizzata in parte dalla legge di stabilità, come esemplifica un rapporto del servizio del bilancio del Senato. Il comma 427 dell'articolo 1 della legge, poi modificato negli importi dall'articolo 2 del decreto legge sul rientro dei capitali di gennaio scorso, prevede l'adozione, sulla base dell'attività e delle proposte del Commissario straordinario, di misure di razionalizzazione e di revisione della spesa "tali da assicurare una riduzione della spesa delle amministrazioni pubbliche non inferiore a 0,49 miliardi di euro nel 2014, 1,37 miliardi nel 2015, 1,87 miliardi in ciascuno degli anni 2016 e 2017, e 1,19 miliardi a decorrere dal 2018". Il comma 430 della stessa legge di stabilità dispone anche però che entro il 15 gennaio 2015 vengano disposte variazioni delle aliquote di imposta e riduzioni delle agevolazioni e delle detrazioni vigenti tali da assicurare maggiori entrate pari a 3 miliardi di euro per il 2015, 7 miliardi per il 2016 e 10 miliardi per il 2017, "qualora entro il primo gennaio 2015 non siano approvati provvedimenti normativi che assicurino, in tutto o in parte, i predetti importi attraverso il conseguimento di maggiori entrate ovvero di minori spese mediante misure di razionalizzazione e revisione della spesa". In pratica, quando il governo Letta ha deciso di evitare l'aumento delle detrazioni fiscali previsto dalla manovra 2014, ha anche deciso di trovarne copertura nella spending review, con la clausola che se i tagli non saranno sufficienti sarà necessario sopperire con un aumento delle aliquote e delle accise o con una, a quel punto inevitabile, stretta sulle detrazioni (quindi con un aumento delle tasse). In totale dunque le risorse già impegnate ammontano a 490 milioni per il 2014 (sui 7 miliardi totali previsti), 4,37 miliardi per il 2015 (sui 18 delle slide di Cottarelli), 8,87 per il 2016 (sui 34 cumulativi strutturali), 11,87 per il 2017, 1,19 per il 2018. Una possibile soluzione potrebbe arrivare dalla delega fiscale, che prevede una riorganizzazione complessiva di agevolazioni e detrazioni, ma si tratta in ogni caso di una bella gatta da pelare, considerando che il governo dovrà anche compensare i contributi dalle pensioni previsti da Cottarelli ed esclusi categoricamente da Renzi. Il commissario aveva stimato per quest'anno un possibile apporto temporaneo di 1,4 miliardi. Risorse che ora l'esecutivo dovrà reperire altrove.

fonte: ansa

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