Lorenzin, le Regioni collaborino per migliorare la sanità

Redazione DottNet | 18/03/2014 16:07

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Il ministro Lorenzin a ruota libera sulla sanità in Italia. Il divario tra le regioni e la collaborazione da parte degli enti locali sono il suo obiettivo

"Abbiamo un'Italia che, a livello di servizi ai cittadini, è divisa in due parti, non tra nord e sud ma tra regioni sottoposte a piani di rientro e regioni che non lo sono", afferma il ministro della Salute Beatrice Lorenzin La spaccatura dell'Italia è conseguenza, ha spiegato, di anni di "esplosione di spesa sanitaria". Negli ultimi tempi, "il Servizio sanitario nazionale è stato molto più di un buco - ha aggiunto - perché abbiamo avuto dal 2001 al 2006 l'esplosione della spesa sanitaria. Con la conseguenza in questo momento che metà Italia è commissariata dal punto di vista della sanità, che, come sappiamo, riguarda l'80% della spesa delle Regioni". In sanità "dobbiamo essere in grado di razionalizzare, con una pianificazione diversa. Ci sono ancora margini di recupero molto alti che vanno però fatti insieme alle Regioni, che ci devono stare". Un'operazione, non di tagli lineari, "che incidono sempre sulle stesse voci di spesa che si riverberano sulla mancanza di servizi", ma "un'operazione di risparmio che viene dalla programmazione della pianificazione razionale della sanità", così da risparmiare "10 miliardi in 3 anni da rinvestire nel sistema sanitario", incalza il ministro. "La sanità - ha aggiunto - ha dato 25 miliardi di euro di tagli negli ultimi 5 anni, di cui ancora 10 sono in atto nel 2013-14-15-16". Ma "a budget invariato" si può accora fare molto. "Se ci lasciano fare il Patto della salute con un meccanismo di Spending interna - ha detto - non solo non avrà conseguenze su cittadini ma ci consentirà di mettere in sicurezza il Servizio sanitario nazionale, che in questo momento non lo è". In questo modo si possono ricavare fondi da rinvestire in sanità. Ad esempio "il prossimo anno arriverà in Italia un nuovo farmaco che sconfigge completamente l'Epatite C", "un farmaco che costa 50.000 euro a persona e appena arriva costa 3 miliardi di euro. Queste sono le scelte che dovremo fare nei prossimi anni".

 "Abbiamo un problema di iter legislativo. Il mio disegno di legge, approvato dal consiglio dei Ministri a luglio deve ancora cominciare il dibattito" parlamentare. Allo stesso modo, "abbiamo giacenti in Stato-Regioni tre provvedimenti importantissimi già leggi dello Stato, tra cui quello sul taglio dei posti letto", precisa il ministro. Tempi che  "si accorciano con la riforma del Senato, perché se riformiamo il senato, va rivista anche la Stato-Regioni". "Il vero punto di spreco - ha aggiunto Lorenzin - sono prestazioni, controllo dei dirigenti, i manager, come vengono scelti, come si fanno gli appalti, quelli sono cose che generano disservizi economici che fanno aumentare le tasse e generano sempre una cattiva sanità". "Credo che dopo la riforma", ha quindi detto in merito al Titolo V e alle materie considerate di competenza 'concorrente' tra Stato e Regioni, come la Sanità "su alcuni punti come sui Livelli essenziali di assistenza, la spesa farmaceutica e la politica farmaceutica", "dobbiamo fare un ragionamento".

fonte: lorenzin, ansa