Cgil: così si può salvare la Legge 194

Redazione DottNet | 18/03/2014 19:47

aborto ginecologia legge-194 sanità-pubblica sindacato

Affidare la direzione dei presidi nei quali si effettua l'interruzione di gravidanza a chi non è obiettore, prevedendo incentivi per il personale che effettua le interruzioni di gravidanza, introdurre il requisito della non obiezione per chi deve essere assunto o trasferito in presidi con oltre il 50% di obiettori e attuare la mobilità a livello regionale per coprire le carenze di medici ed infermieri non obiettori.

Queste le tre proposte fatte in una lettera inviata al ministro della Salute Beatrice Lorenzin da Cecilia Taranto, Segretaria Nazionale Fp-Cgil, e Massimo Cozza, Segretario Nazionale Fp-Cgil Medici, per "salvare la legge 194" sull'interruzione di gravidanza e garantirne l'applicazione in tutto il territorio nazionale . "Il richiamo all'Italia da parte del Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d'Europa per la violazione del diritto fondamentale della libertà per le donne di scegliere della propria vita e del proprio corpo, con un'assistenza sanitaria adeguata, come prevede la legge 194 è solo la conferma di quanto denunciamo da tempo" scrivono Cozza e Taranto, che invitano "il Governo e le Regioni ad aprire subito un tavolo di confronto con i sindacati per l'effettiva attuazione della legge 194 su tutto il territorio nazionale, per garantire in ogni presidio la presenza 24 ore su 24 di un numero adeguato di medici e infermieri non obiettori. "Per tutelare le donne- concludono i rappresentanti sindacali- bisogna tutelare i medici e gli infermieri che, non dichiarandosi obiettori, vedono ricadere solo su di loro il lavoro per le interruzioni di gravidanza, anche con ripercussioni negative sulla propria carriera".