Il 50 per cento degli italiani over 40 soffre di fegato grasso

Medicina Interna | Redazione DottNet | 19/03/2014 18:41

«Il venticinque per cento degli italiani, ha il fegato grasso. E la percentuale sale vertiginosamente nella popolazione con più di 40 anni fino a raggiungere valori di oltre il 50% nei soggetti ultrasessantenni. La steatosi, lieve o moderata, non è di per sé una malattia, ma lo diventa quando si aggrava o si complica con l’infiammazione e la steato-epatite che può evolvere in cirrosi epatica e tumore del fegato».

 I dati vengono riferiti da Ferruccio Bonino, direttore dell’Unità Epato-Digestiva dell’Azienda Ospedaliera dell’Università di Pisa e presidente della Fondazione Italia per la Ricerca in Epatologia, protagonista all’Sdn di un convegno dedicato al tema del fegato come specchio della salute. «La personalizzazione dell’alimentazione e delle cure è l’unico antidoto all’epidemia silenziosa di fegato grasso sempre più dilagante in Italia» ha detto Bonino che riferisce altri dati preoccupanti sull'argomento. «Oggi - ha spiegato Bonino - è possibile quantificare il grasso epatico con esami non invasivi come la spettrometria in risonanza magnetica, una delle eccellenze diagnostiche proprio dell’Sdn, e questa misurazione, infatti, diventa fondamentale per la diagnosi e il controllo della salute alimentare e per la verifica d’efficacia dei farmaci in studi clinici controllati e nei singoli individui in quanto permette pragmaticamente di quantizzare il contenuto di grasso del fegato prima e dopo le cure». Insomma, la nuova frontiera della prevenzione è la personalizzazione dell’alimentazione e della cura che proprio la Fondazione Italiana per la Ricerca in Epatologia diretta da Massimo Bonino sta portando avanti con un importante progetto di sensibilizzazione per EXPO-2015 in collaborazione con l’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato.

fonte: ilmattino

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