Tagli, le Regioni chiedono fondi. Renzi prende tempo

Redazione DottNet | 20/03/2014 19:23

Si prende ancora ''qualche giorno'' di tempo il premier, Matteo Renzi, per sciogliere il nodo della Spending review nel settore Sanità. Sulla richiesta - rilanciata dalle Regioni nell'incontro con il governo e ribadita pure dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin - di reinvestire nello stesso settore sanitario le risorse derivate dalle misure di razionalizzazione, il presidente del Consiglio si mostra dunque ''prudente'', innescando le critiche dei sindacati medici che chiedono più ''coerenza''.


Sulla richiesta delle Regioni di reinvestire le risorse della Spending in sanità nel settore stesso, Renzi ''è stato prudente'', ha riferito il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, dopo l'incontro con il governo. Il presidente del Consiglio, ha detto Errani, ''ha affermato di capire la posizione espressa dalle Regioni'' ma sulla questione, ha affermato Renzi secondo quanto reso noto da Errani, ''vi darò una risposta nei prossimi giorni''. Un atteggiamento di ''prudenza'' che potrebbe però far pensare anche ad una 'frenata', dopo le recenti dichiarazioni del premier che, alla trasmissione Porta a Porta del 13 marzo, aveva sottolineato: ''Sulla Sanità abbiamo dei margini di miglioramento. La spending review la facciamo, ma i soldi li lasciamo sulla Sanità''.

Su questo punto cruciale le Regioni restano però ferme e in un documento presentato oggi al governo chiedono che vengano assicurati per la sanità i 109,902 mld già previsti per il 2014, i 113,352 mld previsti per il 2015 e i 117,563 mld per il 2016.  "E' stato concordato che i risparmi derivanti da azioni di razionalizzazione della spesa sanitaria - si legge nel documento - debbano rimanere nella disponibilità dei bilanci sanitari". I governatori ricordano inoltre che si sono svolti vari incontri per l'elaborazione del Patto per la salute, ''in particolare sui temi dell'adeguamento dei Livelli essenziali di assistenza, con l'impegno di un Dpcm entro il 30 giugno 2014, della revisione delle misure di compartecipazione ed esenzione, della gestione delle risorse umane e dell'assistenza ospedaliera''. Sulla destinazione delle risorse della Spending sanitaria resta fermo anche il ministro della Salute: ''Bisogna rendere sostenibile il sistema, tagliare gli sprechi e rinvestirli nella Sanità. La sfida dei tagli - ha affermato Lorenzin intervenendo ad un convegno di Federanziani - significa reinvestire i risparmi in salute, assistenza agli anziani, Livelli essenziali di assistenza, tecnologie e risorse umane''. Concorde il neo direttore dell'Istituto superiore di Sanità, Angelino Del Favero: ''Da questa crisi possiamo uscire rafforzati - ha argomentato - se i risparmi provenienti da processi riorganizzativi sanitari possono essere reinvestiti nel settore, in nuovi farmaci, riorganizzazione della rete,ricetta digitale".

Prendono posizione i sindacati: il segretario nazionale della Fp-Cgil medici, Massimo Cozza, invita Renzi a ''mantenere le promesse''. Le risorse della ''necessaria Spending - afferma - devono essere reinvestite in Sanità, per dare migliori servizi ai cittadini, senza più tagli e ticket''. Richiama alla ''coerenza'' pure il segretario del maggiore sindacato dei medici dirigenti, l'Anaao-Assomed, Costantino Troise: ''La sanità - avverte - non è quel pozzo senza fondo che ci si ostina a descrivere e il Ssn non è in grado di sopportare ulteriori restrizioni. Il premier non può solo dichiarare che occorre cambiare verso ma deve farlo davvero, rompendo ogni rapporto di continuità con ciò che hanno fatto i suoi predecessori''.
 

fonte: cgil, anaao, regioni, cdm

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