Codice deontologico: ecco una prima anticipazione

Professione | Redazione DottNet | 26/03/2014 15:13

Un 'freno' alla chirurgia estetica e al nuovo trend della cosiddetta 'medicina potenziativa', ma anche il ruolo delle nuove tecnologie e la posizione del medico messo dinanzi ad un'organizzazione sanitaria sempre più alle prese con condizionamenti di tipo economico, oltre ad un 'focus' sulla particolare posizione dei medici in divisa. Questi i contenuti di 4 articoli 'new entry' nella bozza del nuovo Codice deontologico medico, come rileva il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici Amedeo Bianco.

Un nuovo Codice deontologico dei medici per ''affrontare le sfide che la modernità'' pone oggi al settore della medicina ed ai suoi professionisti. Così il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Amedeo Bianco, spiega l'esigenza del varo di un nuovo Codice di deontologia per i camici bianchi. ''La nuova scrittura del Codice - ha sottolineato il presidente Fnomceo - è diventata necessaria per per corrispondere ai fini stessi che un Codice di questo tipo si pone, ovvero dare delle risposte ai professionisti del settore dinanzi ai nuovi contenuti e sfide che la modernità ci presenta''. Un esempio è appunto quello relativo ad uno dei 4 nuovi articoli - su un totale di 79 - introdotti nella bozza del nuovo Codice deontologico: l'articolo 77 sulla Medicina militare. Oggi, ha sottolineato Bianco, ''ci sono in Italia oltre 2.000 medici in divisa e molti sono impegnati in missioni sul campo e in territori teatro di scontri. Si poneva l'esigenza di definire più specificamente il profilo deontologico per questi professionisti''. L'articolo in questione, ha aggiunto Bianco, ''ha avuto l'approvazione dello Stato Maggiore''. Si sottolinea, tra l'altro, che ''è dovere del medico militare segnalare alle superiori autorità la necessità di fornire assistenza a tutti coloro che non partecipano direttamente alle ostilità (militari che abbiano deposto le armi, civili ferito o malati)e denunciare alle stesse i casi di torture, violenze, oltraggi e trattamenti crudeli e disumani tali da essere degradanti per la dignità della persona''.

Le nuove tecnologie informatiche - dalla telemedicina al teleconsulto - pongono inediti problemi ai medici che le utilizzano, dalle questioni legate alla privacy all'efficacia stessa del mezzo utilizzato. Per questo, sottolinea il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) Amedeo Bianco, ''nella bozza del nuovo Codice deontologico si introduce un articolo relativo proprio a questo nuovo ambito della medicina''. Il medico, si legge nell'articolo 78, ''nell'uso degli strumenti informatici, garantisce l'acquisizione del consenso, la tutela della riservatezza, la pertinenza dei dati raccolti e, per quanto di propria competenza, la sicurezza delle tecniche''. Infatti, chiarisce, Bianco, ''per tecnologie quali ad esempio le banche dati, si pone un problema di privacy, mentre rispetto all'attività sanitaria in rete c'è il rischio che un utilizzo eccessivo riduca medico e paziente a 'due file'; ciò pone dunque un problema di perdita di umanizzazione delle cure, ma emerge anche l'interrogativo se tali interventi possano considerarsi di pari efficacia''. Il punto da chiarire, sottolinea Bianco, è che ''nessuno demonizza i nuovi scenari che abbiamo dinanzi, ma dobbiamo necessariamente interrogarci su quali siano i limiti relativamente a efficacia, deontologia e sicurezza''. Altro articolo nuovo è il 79 su 'Innovazione e organizzazione sanitaria': ''Il medico collabora con l'organizzazione sanitaria - si legge - al fine del continuo miglioramento della qualità dei servizi offerti, opponendosi a ogni condizionamento che lo distolga dai fini primari della medicina. Il medico garantisce indipendenza di giudizio e persegue l'appropriatezza clinica, gestionale e organizzativa. il medico favorisce la trasparenza e la legalità dei comportamenti e il contrasto ai conflitti di interesse''. Il senso dell'articolo, rileva Bianco, è che i medici ''da un lato non devono farsi 'schiacciare' da logiche economiche aziendali, soprattutto se avulse dai fini della medicina, ma dall'altro devono essere coscienti di avere un ruolo nell'orientare le scelte anche nella cornice di un equilibrio dei costi''.

fonte: ansa, fnomceo
 

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