Glucometri e strisce. i diabetici li vogliono in farmacia

Redazione DottNet | 27/03/2014 15:30

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Non deve essere il malato ad adattarsi alla terapia, ma il contrario. Invece, i pazienti diabetici lamentano che negli ultimi anni succedono cose allarmanti che mettono in dubbio il diritto alle cure e riportano indietro nel tempo, peggiorando la qualità della vita e aumentando costi sanitari e sociali. La denuncia arriva dalle associazioni nazionali dei malati di diabete accreditate al ministero della Salute (Agd Italia, Aniad, Diabete Forum, Fand, e Fdg) in rappresentanza dei quattro milioni di italiani affetti dalla malattia, nel corso di una conferenza stampa al Senato.

Le associazioni  chiedono alle istituzioni di riconoscere l’importanza dell’autocontrollo effettuato tramite  glucometri, strisce reattive, aghi pungidito e lamentano che la distribuzione diretta di tali presidi nelle farmacie ospedaliere - aperte poche ore, alcuni giorni alla settimana - costituisce un ulteriore problema per il malato  che, per ritirare i presidi, si deve spostare e magari anche prendere un permesso al lavoro. Denunciano che le gare pubbliche di questi prodotti effettuate da molte Regioni  non garantiscono la libertà di scelta del medico e del paziente e che il risultato delle 'aste'  privilegia la logica del risparmio a scapito della qualità.  Così ultimamente sono stati immessi sul mercato dispositivi poco affidabili o «non confortevoli» come aghi troppo grandi che provocano dolore ai bambini diabetici, che devono «pungersi» la pelle almeno 7-8 volte al giorno. Questo crea non pochi problemi anche perché presidi di scarsa qualità spingono il diabetico alla non aderenza alla terapia e questo comporta gravi rischi per la salute. Inoltre i veri costi del diabete sono dovuti non alla gestione della malattia, bensì alle complicanze e al ricorso all’ospedale. Queste politiche regionali, di apparente risparmio, contrastano anche l’innovazione: se i prodotti innovativi fossero rimborsabili le aziende farebbero più ricerca, realizzerebbero prodotti migliori per  l'autocontrollo della glicemia, e la qualità della vita dei malati ne trarrebbe vantaggio.
I pazienti lamentano anche le differenze di prezzo fra prodotti uguali, nelle diverse Regioni. La creazione di un tariffario nazionale, secondo le associazioni, consentirebbe anche un risparmio per le casse pubbliche stimabile in un centinaio di milioni di euro. Nel corso della conferenza stampa le associazioni hanno reiterato la richiesta di essere ricevute dal ministro Lorenzin e hanno annunciato un calendario di ulteriori proteste.

fonte:federfarma