Assogenerici, il ritardo sugli equivalenti danneggia il Paese

Farmaci | Redazione DottNet | 28/03/2014 13:45

''Le leggi che ritardano l'arrivo del farmaco generico costano ogni mese milioni di euro al Servizio sanitario nazionale''. Lo denuncia Assogenerici, definendo ''sorprendente'' il fatto che, mentre ''si implementa la spending review a tutti i livelli, anche prefigurando riduzioni degli organici della pubblica amministrazione, si trascuri la necessità di eliminare i colli di bottiglia sul piano legislativo che, se rimossi, porterebbero immediati risparmi sulla spesa sanitaria, senza diminuire l'assistenza ai cittadini e senza interventi dirigistici".


Ad evidenziare il problema è il presidente di AssoGenerici, Enrique Häusermann, facendo riferimento al ''perdurare dei vincoli posti alla classificazione a carico del SSN dei medicinali equivalenti''. Si tratta, spiega, dell'aspetto definito tecnicamente ''patent linkage, cioè il vincolo dell'ammissione alla rimborsabilità dei farmaci equivalenti alla data di scadenza del brevetto, una pratica vietata dalla Commissione europea, che sopravvive soltanto in Italia nella forma stabilita dal Decreto Balduzzi, e ha l'effetto di ritardare indebitamente la disponibilità per il SSN dei farmaci equivalenti''. Ciò, ''con l'aggravante - aggiunge Häusermann - che nemmeno si dispone delle date certe di scadenza della protezione brevettuale''. Questa ''confusione, e l'impianto della normativa italiana - afferma - fanno sì che per un solo farmaco, per il quale pende un ricorso al TAR, lo Stato sta perdendo dal mese di gennaio di quest'anno tre milioni di euro al mese di mancati risparmi''. AssoGenerici chiede dunque che il governo ''intervenga a sanare urgentemente questa situazione''.  "Basta guardare alla storia recente - conclude Häusermann - per rendersi conto di come le economie in crisi abbiano messo l'uso del generico tra i primi interventi di riduzione della spesa".
 

fonte: assogenerici

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