In crescita il comparto farmaceutico: parte la corsa al nuovo brevetto

Redazione DottNet | 31/03/2014 21:21

Una ripresa lenta ma costante. Il settore farmaceutico resta il più promettente, nonostante la fine dei brevetti di diverse società in passato sia stata determinante per diverse aziende. La fase di recupero è, dunque, cominciata, come dimostra il segno più del Pharmaceutical Index che è salito del 21,4% rispetto al 2012 con un indice di crescita fino al marzo 2014 di un altro 6,9%.

Stanno per essere lanciati sul mercato nuovi prodotti che bilanceranno la perdita dell'esclusiva di altri come Cymbalta e Evista di Eli Lilly (LLY) e Nexium di AstraZeneca (AZN) i quali diventeranno generici da maggio 2014 negli Stati Uniti, dove le vendite sono state di circa 2,1 miliardi dollari nel 2013.  

Intanto continuano le fusioni e le acquisizioni che nel corso degli ultimi due anni hanno avuto un'ulteriore impulso. Diverse aziende stanno puntando sulle piccole smallcap che stanno studiando nuovi farmaci molto promettenti: ciò si traduce in un notevole risparmio per l'azienda madre che così evita la fase di sviluppo del prodotto con un vantaggio enorme anche in termini di tempi. D'altra parte le piccole imprese biotech sono molto ben disposte alle collaborazioni poiché molte hanno difficoltà nel raccogliere denaro, rendendo difficile la loro stessa sopravvivenza e quindi lo sviluppo di nuovi farmaci. 

Il futuro si gioca tutto sull'immuno-oncologia, oncologia, disturbi del sistema nervoso centrale, diabete e infiammazioni con il settore del virus dell'epatite C (HCV) che gioca la parte del leone. Molte aziende, poi, stanno cedendo segmenti di business non-core come Pfizer (PFE) che ha venduto la sua unità Capsugel e il suo business Nutrition nell'agosto del 2011 e novembre 2012, rispettivamente. Pfizer poi ha scorporato la propria attività sulla salute degli animali in una nuova società, Zoetis (ZTS).Nel frattempo GlaxoSmithKline (GSK) ha ceduto alcune marche non-core dal suo segmento Consumer Healthcare. Abbott Labs (ABT) a sua volta si è divisa in due società quotate in borsa separatamente, mentre la prima si occupa di prodotti medici diversificati, l'altra, AbbVie (ABBV) è concentrata su prodotti farmaceutici basati sulla ricerca. E non è tutto: le attività di ristrutturazione rappresentano senza dubbio un notevole guadagno per le aziende farmaceutiche che cercano di tagliare così di costi e razionalizzare le operazioni. Inoltre altre aziende che stanno avviando processi di ristrutturazione sono Merck (MRK) e Eli Lilly 

Il 2013 ha visto l'approvazione da parte dell'FDA di 27 nuovi farmaci, circa un terzo (33%) di quelli presentati per malattie non rare. Questi includono farmaci come Invokana (per il diabete di tipo II), Kadcyla (per il cancro al seno in fase avanzata HER2), Sovaldi (un trattamento orale senza interferone per alcuni pazienti con epatite C cronica) e Mekinist (melanoma metastatico).Un ulteriore terzo dei farmaci approvati rientrano nella categoria rare, che colpiscono 200.000 americani o meno all'anno come Imbruvica (linfoma cellulare), Gazyva (leucemia linfatica cronica), Kynamro (ipercolesterolemia familiare omozigote) e Adempas e Opsumit (ipertensione arteriosa polmonare).

fonte: interna

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