Le proposte dei giovani medici per aumentare le specializzazioni

Professione | Redazione DottNet | 02/04/2014 15:52

Attingere alle risorse del Fondo Sociale Europeo (Fse) in mano alle Regioni, seguendo esempi come quello della Campania che per quest'anno accademico ha stanziato 10 milioni di euro da destinare alla formazione post laurea in ambito sanitario. Fare ricorso al contributo di solidarietà (un prelievo una tantum su pensionati e pensionandi titolari di pensioni Enpam superiori ai 4800 euro) e attingere al fondo "Garanzia per i giovani", uno stanziamento per ogni Stato Ue a vantaggio dell'occupazione giovanile (all'Italia ad esempio sono stati destinati il 15 gennaio 530,18 milioni di euro), destinando 75 milioni ai giovani medici e riuscendo così a garantire altre 3000 borse di studio.

 Queste le proposte del Comitato pro concorso nazionale, diffuse durante la manifestazione in piazza Montecitorio, per la riforma dell'accesso alle scuole di specializzazione mediche per risolvere il problema del finanziamento di pochi contratti di formazione specialistica, appena 3500-4000, rispetto al numero di persone interessate ad accedere alle specializzazioni mediche, circa 10-12mila. ''E' ancora un diritto di ogni cittadino italiano poter essere curato dai giovani, che grazie ai soldi dello Stato hanno studiato e sono stati formati fino alla laurea in Medicina e Chirurgia - si legge in una nota - tale diritto viene meno nel momento in cui questi giovani si vedono negare la possibilità di concludere il proprio iter formativo per prestare servizio nel Ssn".

La risposta del ministro: "Le preoccupazioni degli studenti di medicina sono reali e condivisibili. Quando nel passato si è deciso di tagliare le borse di specializzazione, lo si è fatto per mere ragioni di bilancio, senza però pianificare i fabbisogni di nuovi medici e il loro inserimento nel Ssn. Per questo sono intervenuta fin dalla legge di stabilità". A dichiararlo, in merito alla manifestazione dei giovani medici oggi davanti a Montecitorio, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. "Il Parlamento ha stanziato ulteriori risorse per aumentare il numero dei contratti di specializzazione per quest'anno- ricorda Lorenzin- un intervento di emergenza che non risolve strutturalmente il problema. Per questo con il Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini, abbiamo affrontato la questione e sottoposto al Ministro dell'Economia e Finanze, Pietro Carlo Padoan, il reperimento di ulteriori risorse necessarie a finanziare i contratti in modo strutturale fin dal prossimo anno accademico". "Un intervento che dovrà essere attuato subito dopo l'approvazione del Def e nell'ambito dell'intervento urgente per la riduzione del costo del lavoro" sottolinea il ministro, specificando anche che ''già con il decreto Carrozza era stata prevista la riduzione degli anni di formazione da 5 a 4 per tutte le specializzazioni dove non esista il vincolo comunitario, e questo porterà maggiore disponibilità di risorse da destinare ai nuovi contratti" .  "Nel 'disegno di legge Lorenzin' ora al Senato, si prevede la possibilità di svolgere l'ultima parte della formazione specialistica presso aziende del Servizio sanitario nazionale, il che porterebbe a sinergie tra il mondo sanitario e quello universitario, finalizzate anch'esse al reperimento di nuove risorse- conclude- naturalmente tutto va accompagnato da un'accurata e reale programmazione dei fabbisogni di specialisti per indirizzare le risorse verso le specializzazioni di cui ci sia più bisogno nel Servizio Sanitario Nazionale".

fonte ansa

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