Celiachia, italiani scoprono possibile causa

Gastroenterologia | Redazione DottNet | 24/11/2008 15:55

Scienziati italiani potrebbero avere svelato il segreto della celiachia, intolleranza permanente al glutine. Chi ne soffre è costretto a bandire dalla tavola gli alimenti più comuni, quali pane, pasta, biscotti e pizza, ma anche a eliminare le più piccole tracce di farina da ogni piatto. I ricercatori dell'Istituto Gaslini di Genova e dell'università di Verona hanno scoperto che il rotavirus, in persone geneticamente predisposte, può portare all'insorgenza della celiachia. Lo studio, interamente 'made in Italy' e pubblicato sulla rivista 'Plos Medicine', è stato condotto da Antonio Puccetti, ricercatore del Laboratorio di Immunologia clinica e sperimentale del Gaslini in collaborazione con Claudio Lunardi e Giovanna Zanoni dell'università di Verona. I ricercatori del Gaslini e dell'ateneo veronese hanno trovato, in tutti i malati di celiachia esaminati, anticorpi che il paziente ha prodotto contro una particolare proteina del rotavirus. Il sistema immunitario, infatti, conserva il ricordo di virus già incontrati e sconfitti in passato. Prova del ruolo del rotavirus all'origine della celiachia è il fatto che gli anticorpi contro questa particolare proteina (Vp7) non si trovano nei non celiaci. ''Abbiamo lavorato più di due anni a questo studio - spiega Puccetti - analizzando un'ampia popolazione di celiaci, sia bambini che adulti: in tutti i pazienti esaminati abbiamo trovato gli anticorpi specifici contro la proteina Vp7 del rotavirus''. E ''con test eseguiti in laboratorio si è visto che gli anticorpi diretti contro la proteina Vp7 del rotavirus sono in grado di attaccare le cellule che rivestono l'intestino alterando le funzioni di quest'organo nell'assorbimento degli alimenti''. I risultati di questa ricerca chiariscono come un'infezione virale possa 'confondere' il sistema immunitario e causare la celiachia in persone predisposte geneticamente.

La celiachia è caratterizzata da un'infiammazione del piccolo intestino dovuta all'assunzione di glutine attraverso la dieta. Si tratta di una malattia molto frequente: colpisce una persona ogni 100/150 circa in Nord America ed Europa, e soprattutto bambini che presentano un assetto genetico particolare. Ma può manifestarsi anche in età adulta, con sintomi molto diversi e talora sfumati. La diagnosi si basa sulla presenza nel sangue di particolari anticorpi diretti contro un enzima, la transglutaminasi, che agisce sul glutine, e su una biopsia eseguita con gastroscopia. Ben poco, tuttavia, si conosceva fino ad oggi sul perché il sistema immunitario aggredisce l'intestino e altri organi in seguito all'assunzione del glutine. ''Questo studio rappresenta il primo importante passo per la futura realizzazione di una terapia preventiva per i soggetti a rischio di celiachia - spiega Lorenzo Moretta, direttore scientifico del Gaslini - in grado di prevenire l'insorgenza della malattia, probabilmente attraverso una sorta di 'vaccinazione'. Questo studio potrebbe in futuro aprire nuove prospettive terapeutiche anche per coloro che hanno già sviluppato la malattia, e sono attualmente costretti per tutta la vita a rinunciare agli alimenti che contengono cereali, come il pane e la pasta. Un cambiamento radicale - conclude Moretta - rispetto alle strategie attuali che si basano sulla sola privazione dei cereali dalla dieta del paziente'' .

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