Carenze, privilegiare la salute pubblica

Redazione DottNet | 03/04/2014 15:47

Il principio della libera circolazione delle merci non può venire prima della tutela della salute pubblica e del diritto dei cittadini europei all’assistenza farmaceutica. E’ l’appello che in tema di carenze Federfarma Servizi ha lanciato a Unione europea e Governo italiano, con due lettere indirizzate al vicepresidente della Commissione Ue, Antonio Tajani, e al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

 Nelle due missive, firmate dal presidente Antonello Mirone, Federfarma Servizi lancia un attacco diretto al parallel trade (quale causa remota delle irreperibilità) e alle norme che lo tutelano: «Sebbene l’esportazione di farmaci sia una pratica del tutto legale» si legge nelle lettere «la libertà di commercio e di scambio da parte delle aziende all’interno dell’Ue non può essere considerata preminente rispetto alla necessaria garanzia di tutela della salute», in nome della quale è invece legittima «l’adozione di restrizioni o anche divieti alla circolazione delle merci». Un intervento di questo genere limitato al solo comparto farmaceutico, è quindi il parere di Mirone, «rappresenterebbe un’occasione importantissima per restituire al farmaco, al bisogno di cure, all’esigenza di salute e al ruolo sanitario che la filiera farmaceutica svolge, quel carattere speciale che di fatto contraddistingue il nostro settore». L’intervento di Federfarma Servizi, che nelle missive chiede ai due destinatari anche l’opportunità di un incontro, mira dunque a richiamare l’attenzione sulle ultime “degenerazioni” del fenomeno carenze. «Da quanto ci risulta» spiega Mirone a Filodiretto «ormai la reperibilità di determinati farmaci sta diventando terreno di competizione commerciale tra distributori».
Anche Federfarma intanto continua a tenere i riflettori puntati sul fenomeno. In una circolare distribuita ieri, il sindacato ha esortato le rappresentanze territoriali a premere sulle Regioni perché si organizzano per avviare quelle «attività di riscontro e controllo» loro demandate dal decreto anticontraffazioni. In tal senso, prosegue la circolare, potrebbe essere opportuno concordare con la parte pubblica le modalità per l’invio delle segnalazioni dalle farmacie (su specifici episodi di carenza), dalle informazioni da riportare alla modulistica utilizzabile. In ogni caso, conclude Federfarma «la nuova procedura di segnalazione non ha modificato l’articolo 105, comma 4, del decreto 219/2006», che può essere sempre utilizzato dai farmacisti per imporre al produttore la consegna diretta del prodotto irreperibile entro 48 ore.

fonte: federfarma

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