L'industria farmaceutica regge la crisi, ma i tagli minacciano l'Ssn

Redazione DottNet | 04/04/2014 18:16

L'industria farmaceutica italiana ha finora retto alla crisi, tanto da conquistare il primo posto nella classifica mondiale per la crescita dell'export ed il secondo posto in Europa per produzione subito dopo la Germania.


Tuttavia, si registrano anche dei segnali di rischio e se verranno attuati ulteriori tagli al settore, il pericolo concreto è che i Livelli essenziali di assistenza ''non possano più essere garantiti''. E' questo il messaggio lanciato venerdì dal presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, che ha invitato a ''fermare chi ha 'l'ideologia dei tagli'''.  Occasione per puntare i riflettori sul settore è stata la tappa a Latina del tour itinerante 'Produzione di valore' organizzato proprio da Farmindustria. Netta la posizione espressa da Scaccabarozzi: ''Siamo arrivati a un punto in cui i conti per il settore farmaceutico sono sotto controllo, quindi fermiamo chi ha l'ideologia dei tagli perché non fa il bene del Paese. Il settore farmaceutico - ha detto - ha subito 44 manovre in 10 anni e 4 tagli in 8 mesi con il governo Monti; ciò ha messo il sistema sanitario in ginocchio. Il governo Letta, ci ha dato un po' più di stabilità, ma ora sentiamo ancora parlare di tagli. Se veramente non riusciremo a difendere il Fondo Sanitario Nazionale - ha quindi avvertito - ciò significa che ogni miliardo di taglio peserà sulle aziende per 150 milioni, che equivalgono a circa 2.000 posti di lavoro. Cosa si vuole ancora?". Se c'è poi, ha argomentato, la necessità ''di razionalizzare, ben venga, ma non per ideologia o pregiudizio". Quindi un monito al governo: "non deve perdere l'occasione di poter far diventare il nostro Paese l'hub farmaceutico d'Europa, rendendo più attraenti gli investimenti". In vista di tale obiettivo, ha sottolineato la vicepresidente di Farmindustria Lucia Aleotti, ''noi siamo pronti a fare la nostra parte, i sindacati pure, ma vogliamo creare una grande alleanza anche con le forze politiche''. Una sfida possibile, però, solo a condizione, ha detto, che sia garantita la ''stabilità, perché non si può programmare in assenza di tale condizione''.

Argomentazioni alle quali il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha risposto, indirettamente, attraverso un messaggio inviato per l'iniziativa: ''L'industria farmaceutica italiana figura - ha rilevato - al primo posto fra i settori manifatturieri. L'indotto mostra, infatti, il più alto tasso di crescita dell'export nel 2013 e vede il settore ai primi posti anche in ambito europeo. Un dato che testimonia il valore di queste imprese e l'importanza del loro ruolo anche per il rilancio dell'economia del nostro Paese". A fronte di ciò, resta tuttavia la grande questione di riuscire a garantire la sostenibilità del sistema, punto sul quale è necessaria un'azione condivisa: ''Sono certa - ha infatti sottolineato il ministro - che assumere un ruolo responsabile e attento alla sostenibilità del sistema rappresenti un vantaggio anche per le aziende, perché ciò assicura stabilità e certezza per il futuro, elementi cruciali per una corretta pianificazione industriale".  Insomma, è la conclusione di Lorenzin, ''è giunto il momento di condividere alcune importanti strategie''. Ma la sostenibilità non può passare dai tagli lineari, è la tesi sostenuta anche dalla presidente della commissione Sanità del Senato, Emilia De Biasi: ''Se è vero che ci sarà un altro miliardo di tagli alla sanità, siamo pronti a dare battaglia", ha assicurato.
 

fonte: farmindustria, ministero della salute, ansa,

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato