Patto per la salute, conferme sul fondo sanitario. Si chiude a maggio

Redazione DottNet | 05/04/2014 18:32

Conferme sul Fondo Sanitario e sulla destinazione dei risparmi derivanti dalla spending review interna al settore. E' quanto hanno ottenuto le Regioni nel corso del primo incontro con il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, dopo il cambio di governo.

  E', infatti, ripreso venerdì, dopo una pausa di quasi due mesi, il tavolo del Patto per la salute, il documento che dovrà ridisegnare la sanità italiana, intervenendo, tra l'altro, su costi e fabbisogni standard, cure territoriali, spesa farmaceutica e rete ospedaliera. Quello che si è appena concluso è stato, quindi, un incontro rassicurante e in cui gli assessori regionali alla sanità sono tornati a chiedere e hanno ottenuto, almeno verbalmente, la conferma che non ci saranno ulteriori tagli nel settore e che i risparmi ottenuti dalle Regioni restino alle Regioni stesse e siano destinate alla sanità. "Siamo soddisfatti dell'incontro e ci aspettiamo che ci sia un seguito alle parole anche con i fatti. Finché non verrà confermato nero su bianco si tratta di una volontà politica non ancora tradotta in pratica". E' quanto dichiara al termine dell'incontro l'assessore alla Sanità della Toscana, Luigi Marroni. "Lo spirito di collaborazione reciproco - aggiunge - è rimasto intatto e anche la volontà di chiudere il prima possibile. Si parla di fine maggio".

Il parere delle aziende farmaceutiche: Il Patto per la salute, per il quale è ripresa la discussione, "può essere uno strumento per dare un 'boost', un grande impulso" per la crescita del settore farmaceutico, o può rappresentare un colpo che "segna il de profundis per il settore", afferma la vice presidente di Farmindustria, Lucia Aleotti. Aleotti ha ricordato come quello farmaceutico sia il settore di spesa "che ha i costi più a posto di tutti". Eppure, ha sottolineato, questo settore ha sopportato il 36% dei tagli alla sanità nonostante rappresenti il 15% della spesa. I conti dunque, ha proseguito, "sono a posto, anche se bisogna stare attenti perché ci sono dei segnali di rischio: l'occupazione, pur importante, è in calo, come gli investimenti in ricerca. Abbiamo bisogno di stabilità". La vice presidente di Farmindustria ha quindi rimarcato il valore strategico dell'industria del farmaco: "Il settore farmaceutico - ha detto - non è solo salute, ma è anche salute economica del Paese". Nonostante alcuni segnali di difficoltà, infatti, quello farmaceutico si conferma il settore, ha ricordato, con la più alta propensione alla ricerca: il Paese ha una grande sfida davanti che non può essere vinta - ha avvertito Aleotti - da settori con bassa intensità di ricerca e innovazione". Attualmente l'industria del farmaco investe circa 1,2 miliardi l'anno in ricerca. I progressi si registrano poi in primo luogo nel miglioramento dell'aspettativa di vita per i cittadini: "Un secondo ogni 4 che trascorrono - ha detto Aleotti - è oggi l'aumento di aspettativa di vita grazie all'innovazione e all'industria del farmaco".

fonte: ministero salute, menarini

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