Fofi, occorre investire sulla sanità. Nasce Farma Lavoro

Redazione DottNet | 06/04/2014 10:48

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Innovazione, sostenibilità, assistenza al paziente, cura, formazione. Si sono conclusi ieri i lavori di FarmacistaPiù, la nuova manifestazione della Fondazione Francesco Cannavò dedicata al professionista patrocinata da FOFI (Federazione Ordini Farmacisti Italiani). L'iniziativa ha messo a disposizione di tutti gli attori del settore un nuovo spazio di approfondimento, attraverso tre giorni di dibattiti, confronti e riflessioni sui temi di stringente attualità che interessano l'intera filiera del farmaco.

 

“Il sistema sanitario nazionale è tra le principali conquiste sociali del nostro Paese, ma oggi esistono troppe disomogeneità regionali rispetto all’esigibilità e alla qualità servizi. Come ministro per gli Affari Regionali vorrei essere parte attiva per colmare questo gap”, il ministro per gli Affari Regionali, Maria Carmela Lanzetta, non ha dubbi: “Occorre però la collaborazione di tutte le parti coinvolte”, come “condizione necessaria” per “raggiungere gli obiettivi di razionalità ed efficienza in termini di equilibrio costi-qualità”. IN questo contesto, aggiunge Lanzetta, le farmacie “possono dare ulteriore contributo per la sostenibilità del sistema e l’esigibilità del diritto salute”. Il ministro, che è anche una farmacista, ha infatti sostenuto che le farmacie “sono già un importante punto di riferimento per cittadini” e “ i farmacisti, con il medico di famiglia, sono i capisaldi del benessere dell’individuo”. Ma il suo ruolo può essere ancora più importante e determinante sul territorio e all’interno del Ssn, secondo Lanzetta. L’invito del ministro ai farmacisti è dunque quello “di definire il loro valore aggiunto e diffonderlo in modo omogeneo in tutto il paese. La farmacia – per Lanzetta - deve poter offrire un servizio integrato che faccia leva sulla professionalità indispensabile e non sostituibile del farmacista”. Il ministro ha comunque sottolineato che per dare ai farmacisti la possibilità di dimostrare il loro “valore aggiunto” è necessario creare le condizioni per permettergli di farlo. Un passo importante, secondo Lanzetta, è stato fatto con linee di intervento per l’assetto organizzativo e strutturale della rete dei servizi del territorio deliberate dalla Conferenza Stato Regioni e nella quale rientra la farmacia dei servizi. “Si è intrapreso il percorso per la loro realizzazione” e “i lavori finora svolti in Stato Regioni sono il frutto dell’ impegno congiunto per garantire in modo uniforme l’erogazione di Lea in condizioni di efficienza”. L’auspicio di Lanzetta è che “il Patto per la Salute e il rinnovo della convenzione delle farmacie porti a misure concrete” per migliorare ulteriormente questo processo di sostenibilità del sistema e qualità dei servizi. “Il lavoro da fare ancora tanto, ma con la collaborazione di tutti si può giungere a una strategia valida”, ha concluso il ministro.

Per il presidente della Fofi, senatore Andrea Mandelli, “negli stati dove, per contenere la crisi economica, si è abbandonato il welfare, la situazione è peggiorata, sia a livello di benessere dei cittadini che dell’economia. Al contrario, i dati macroeconomici dimostrato che dove per fronte alla crisi si è investito in welfare e salute, il trend di ripresa è migliore. Su questo occorre fare una profonda riflessione. La cura del paziente – ha evidenziato Mandelli – è una strategia di sviluppo e non una spesa”. Intanto sulla scorta della crisi che ha colpito i farmacisti, la Fofi lancia Farma Lavoro: nel 2010 il tasso di disoccupazione a un anno per i farmacisti era del 13,3%, oggi è  al 24,9%. E’ a partire da questi numeri che la Fofi ha creato “Farma Lavoro”, un’iniziativa di orientamento e sostegno all’occupazione dei laureati in Farmacia e Ctf: "La disoccupazione è un tema prioritario per il paese - spiega il presidente della Federazione Andrea Mandelli - e la Fofi è in prima linea su questo fronte. Per questo abbiamo pensato a un portale che aiuti sia chi è stato “espulso” dalla farmacia sia chi non trova sbocchi dopo un percorso di laurea impegnativo. Si tratta - continua Mandelli - di un progetto che avevamo in cantiere da tempo, ma che abbiamo concretizzato ora in coincidenza con la presentazione del “Piano lavoro” del Governo. Con il quale, tra l’altro, abbiamo riscontrato profonda sintonia". Le linee essenziali del progetto, al quale hanno dato adesione e supporto le aziende farmaceutiche, Angelini in particolare, sono, come illustra il presidente Fofi "individuare gli scenari evolutivi, le leggi, le norme e i contratti, aiutare nell’identificazione di fondi e supporti, definire strumenti di autovalutazione e orientamento e stabilire una connessione con il mondo della farmacia. Un sistema tecnologico evoluto - aggiunge  - permetterà di profilare le professionalità più adatte a una determinata ricerca, unendo in questo modo offerta e richiesta di lavoro". Il prossimo step sarà quello di identificare con l’Università quali possano essere i corsi post-laurea più adatti per l’inserimento lavorativo. Il portale, conclude Mandelli «dovrebbe essere pronto a partire da settembre».

Il ruolo del farmacista resta vitale, prosegue il vicepresidente della Fofi, senatore Luigi d’Ambrosio Lettieri: “Il farmacista è un sacerdote laico e il mediatore del rapporto tra domanda ed offerta, che è una caratteristica straordinariamente importante” perché può “guidare l’uso e il consumo dei farmaci e del servizio sanitario nei modi più appropriati, portando risparmio per il sistema e benefici in termini clinici per il cittadino”.  Luca Pani, direttore dell'Aifa, ha rivolto un plauso all’assemblea dei farmaci per il loro ruolo attivo nell’attività di farmacovigilanza”. Pani ha voluto inoltre sottolineare il “grande valore” del nostro sistema sanitario nazionale, l’unico in cui “c’è il massimo punto di contatto tra pazienti e professionisti del farmaco, cioè medici e farmacisti. In tutti altri Paesi – ha spiegato Pani – questo rapporto è stato affidato ad altre figure, rispettabilissime, ma diverse. E quando si parla di uso del farmaco, non è la stessa cosa se ad affiancare i cittadini sono medici e farmacisti o altrei professionisti non prettamente professionisti del farmaco”. Non è lo stesso quando si parla di affincare uso farmaci. Pani ha poi illustrato l’andamento dell’uso dei farmaci in Italia, spiegando che il mercato dei farmaci in Europa fino al 2020 conterà circa 130 miliardi di euro nei farmaci oncologici. Ad aumentare anche la diffusione degli  anti-infettivi e dei farmaci per il sistema nervoso centrale per patologie come l’Alzheimer. “Pensate a quanti di questi farmaci potrebbero essere portati nelle farmacie territoriali”. Tuttavia, ha sottolineato Pani, “questi farmaci potranno essere dispensati solo nelle farmacie che saranno attrezzate e per mano dei farmacisti che avranno il coraggio di impegnarsi nella formazione delle competenze specifiche, perché gli effetti collaterali e la complessità di questi farmaci è tale che sarà necessaria, per il farmacista, una competenza specifica”.
 
“I farmacisti devono senz’altro fare un ulteriore sforzo per dimostrare di essere competitivi – afferma Annarosa Racca, presidente di Federfarma -, ma abbiamo già fatto molto e i numeri dimostrano che la farmacia è un servizio efficiente economico”. Racca chiede dunque di “ristabilire la verità” rispetto alle Asl che “vantano principi di efficienza ed economicità ma poi non c’è alcun monitoraggio che dimostri il raggiungimento di questi principi”. Al contrario, ha sottolineato Racca, “le farmacie hanno sempre fornito i numeri e hanno dimostrato negli anni di poter dare un forte contributo al contenimento e al monitoraggio della spesa e dell’uso dei farmaci”. Le cose, però, secondo Racca, stanno cambiando e “finalmente il ruolo della farmacia comincia ad essere riconosciuto”. In questo senso Racca ha rivolto un plauso dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e all’Aifa, anche per avere “difeso il Ssn ed evitato nuovi tagli”. “Ora – ha concluso Racca - bisogna dare concretezza agli obiettivi e Federfarma sta già lavorando per mettere a disposizione di tutte le farmacie nuovi strumenti e possibilità, a partire da piattaforme elettroniche. Cercheremo di andare avanti con il processo di digitalizzazione sistema e di aiutare le farmacie a utilizzare sistemi di monitoraggio delle terapie, nella consapevolezza che l’aderenza terapeutica e il controllo dei pazienti cronici sono essenziali per migliori risultati terapeutici ed economici”.  

Infine per Massimo Scaccabarozzi, presidente Farmindustria, e per Enrique Hausermann, presidente di Assogenerici in questo contesto è rilevante il ruolo dell'industria: se l’industria salta, salta la farmacia”, sbotta Scaccabarozzi. Hausermann sostiene che “senza la farmacia, la filiera non funziona. Farmacia, in tutti i paesi, dove più, dove meno, è il fondamento di tutto il ciclo del farmaco”. Per questo Hausermann è convinto della necessità di “stabilizzare il sistema” attraverso un “quadro di regole precise” e ha invitato le istituzioni ad “incentivare la distribuzione dei farmaci a livello territoriale anzitutto per facilitare l’accesso al cittadino”.

fonte: fofi, farmacistapiù, ansa, QS