Legge 40: aumentano le sentenze contro la norma sulla procreazione

Redazione DottNet | 06/04/2014 18:26

Rischia di salire a quota 31 questa settimana il conteggio delle sentenze che hanno di fatto smantellato la legge 40 sulla procreazione assistita, che in dieci anni ha superato indenne un referendum ma ha perso praticamente tutti i ricorsi ai tribunali italiani ed europei.

Alle 29 già censite fin qui dall'associazione Coscioni infatti se ne aggiungeranno due previste dalla Corte Costituzionale per l'8 aprile, che potrebbero cancellare il divieto di fecondazione eterologa previsto dalla legge insieme a quello di ricerca sugli embrioni. In particolare in questi dieci anni è stato cancellato il divieto di produzione di più di tre embrioni e l'obbligo di contemporaneo impianto di tutti gli embrioni prodotti. ''Siamo ottimisti anche su questa sentenza - afferma Filomena Gallo, avvocato e segretario dell'associazione Coscioni - con la caduta del divieto di eterologa le coppie potranno tornare a utilizzare gameti donati liberamente come facevano prima della legge, e non ci sarà nessun commercio. Inoltre le massime tutele del nascituro sono già previste dalla legge''. Secondo un'indagine dell'Osservatorio sul Turismo Procreativo nel 2012 erano ancora 4mila le coppie che sono andate all'estero per trattamenti di fecondazione assistita, metà delle quali per l'eterologa. Secondo l'ultima relazione del Ministero della Salute sulla Legge nel 2011 sono stati 11.933 i bambini nati da tecniche di fecondazione assistita, erano 12.506 l'anno precedente, in costante aumento dal 2005. Gli embrioni abbandonati, che secondo l'esperto vivono in un 'limbo' perché la legge impedisce sia di distruggerli che di donarli alla scienza, sono un po' meno di 19mila. Sono state molte le richieste alle istituzioni politiche di cambiare la legge, anche da parte di diverse società scientifiche, ma finora a modificare uno dei provvedimenti più contestati degli ultimi anni sono state solo le sentenze. ''Io sono spaventata dalla politica - afferma Gallo - in questi anni il Parlamento ha dimostrato di essere inadatto ad affrontare il tema dei diritti della persone. Le leggi andrebbero fatte dai parlamenti e non dai tribunali, ma in questo caso i politici dovrebbero accettare con umiltà ciò che anche i cittadini hanno dimostrato di volere''. La sentenza dell'8 aprile non sarà comunque l'ultima sulla legge. La Consulta nei prossimi mesi deciderà anche su un altro punto molto controverso, la possibilità di fare la diagnosi genetica sull'embrione prima di impiantarlo, attualmente vietato.

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