Lorenzin sotto attacco: medici dirigenti e Mmg contro la sua sanità

Redazione DottNet | 07/04/2014 18:32

Il ministro Lorenzin è sotto attacco. Il fuoco incrociato dei sindacati si sta intensificando alla vigilia di due importanti incontri, gli stati generali della salute e la trattativa per l'accordo dei medici di famiglia. Cosmed, Fimmg e Smi hanno cominciato l'offensiva criticando senza esclusione di colpi la situazione di stallo che sta vivendo la sanità italiana.

 

“Gli Stati Generali della sanità che il Ministero della Salute si appresta a celebrare l’8 e il 9 aprile sono uno spot fuori tempo massimo per dare un'idea di sanità che sta per non esistere più”. La Cosmed lancia una bordata contro l'evento dedicato alla sanità che il ministero della Salute promuove oggi e domani all’Auditorium di Roma. “Servirà a celebrare un rito mediatico, mentre il Ssn sta andando a rotoli a grande velocità. Un invito a ballare distrattamente sul Titanic mentre la nave affonda non è quello che ci saremmo aspettati in questa due giorni che si rivela purtroppo affollata di assenze e totalmente senz’anima”, incalza senza mezzi termini Cosmed. “Un’occasione sprecata – dicono al sindacato - dal Ministro Lorenzin per mettere a fuoco le urgenze della sanità, un comparto che non può più vivere di incertezze e che deve avere una tregua dopo anni di gestione molto discutibile in molte Regioni, di tagli indiscriminati anche su quelle efficienti, di vilipendio delle professionalità che la compongono e ne realizzano la stremata resistenza”. Problemi da risolvere in fretta, in quanto, sottolinea la Cosmed, “la sanità pubblica, non domani ma oggi, deve essere rimessa in moto perché per molte famiglie è l’ultimo baluardo prima della miseria”. Invece, prosegue la nota, “nel programma degli Stati Generali, partendo dalla imminente modifica del Titolo V e dagli esiti della riunione su patto per la salute di venerdì che ha sconcertato ulteriormente gli Assessori delle Regioni, passando per le critiche dell’Ocse alla spending review sanitaria di Cottarelli, arrivando sino all'ipotesi del DEF che preannuncia altri tagli per miliardi, o all’ipotesi non smentita di tagli agli stipendi dei sanitari sopra i 70.000 euro lordi, non c’è traccia di un confronto decisivo sui temi del giorno, non una proposta di discussione su una via di uscita dal Vietnam in cui si trova oggi la sanità”. Insomma, ribadisce la Cosmed, “un’opportunità, quella degli Stati Generali, che non doveva essere sprecata con una vana e deludente passerella sul baratro”.

 

 

L'attacco della Fimmg: Per Giacomo Milillo la bozza della Sisac (clicca qui per leggere il testo completo) è “Un atto di indirizzo arrogante pieno di bugie coperte da riferimenti legislativi fatto dalle regioni colpite da una sindrome delirante, a queste condizioni non firmeremo mai una convenzione peggiorativa”. Milillo precisa come “la Sisac vuole annullare il rapporto di fiducia tra medico e paziente relegando l’assistenza al malato cronico”. E sul ruolo del Mmg è chiaro: “Il medico convenzionato non deve rispondere ai diktat delle Asl o Regioni. I mmg rispondono alle convenzioni, non hanno padroni e rispondono solo al contratto, ed essi non devono essere più valutato sulle ricette prescritte, ma su indicatori diversi, non è detto che se un medico prescrive di più lavori male, magari non ricovera e fa risparmiare di più. Ma il punto focale per il segretario Fimmg è che “le case della Salute, così come sono strutturate, sono figlie di una logica ospedalocentrica”. Una visione contestata dal segretario Fimmg perché così facendo i “professionisti saranno manovali dell’assistenza e i cittadini prodotti dell’assistenza. Il medico convenzionato non deve rispondere ai diktat delle asl o regioni, risponde alle convenzioni, non ha padroni e non deve essere più valutato sulle ricette prescritte, ma su indicatori diversi, non è detto che se un medico prescrive di più lavori male, magari non ricovera e fa risparmiare di più”. Milillo poi tuona sul contratto a costo zero. “Il costo zero era un provocazione, intesa a sottolineare come il congelamento della massa salariale al 2010 sia maggiore di quella di adesso”. “Spieghiamo a tutti – conclude - cosa realmente sarebbe la sanità senza di noi in termini di salute”. Oggi la Fimmg presenta una sua piattaforma programmatica “per rimarcare le profonde differenze rispetto a quanto pubblicato finora sulla stampa e attribuito alla piattaforma negoziale Sisac”.


 

Il commento dello Smi: Lo Smi lancia un appello al Ministro Lorenzin e alla Conferenza Stato/Regioni per bloccare la piattaforma della Sisac (clicca qui per leggere il testo completo) . Fabiola Fini, responsabile Nazionale Smi (area convenzionata) non ha dubbi: “E' stato dimenticato del tutto uno degli elementi portanti del territorio: la rete dell'emergenza-urgenza. È un dato innegabile: il sistema-118 in questi anni ha inciso profondamente nella capacità di dare riscontro adeguato alla domanda di salute, migliorando il follow-up di numerosi pazienti coinvolti sia in eventi traumatici che colti da malore. Se si parla dunque  di ottimizzazione delle risorse e dei servizi, è  indubbio  quanto sia fondamentale il "ruolo di cerniera" tra il sistema ospedaliero e quello territoriale svolto dall'Emergenza. Nonché la tempestiva e qualificata risposta che offre sia in ambito intraospedaliero, che extra”. “Eppure – sottolinea – nell'atto di indirizzo per i rinnovi dell'ACN mai si cita il 118, tagliando fuori, quindi, circa 4000 medici convenzionati che operano tutti i giorni sul territorio”. Vogliamo, quindi, ricordare alcuni nodi irrisolti dell’area che si aggravano ulteriormente con questo atto di indirizzo – aggiunge la dirigente Smi -. La specializzazione in urgenza-emergenza individua la figura professionale che in modo progressivo sarà deputata al sistema delle emergenze urgenze in ambito extra e intraospedaliero, superando le varie appartenenze alle discipline dei professionisti medici attualmente operanti nel sistema e individuando, dunque, un percorso di accesso all'area della dirigenza. A fronte di tutto ciò, voglio evidenziare la necessità che si disciplini il percorso per l' accesso all'area con un solo profilo, la dirigenza medica, ma che contestualmente si uniformi lo stato giuridico degli operatori che attualmente, a vario titolo, vi operano.
Rimane, inoltre, da risolvere un enorme problema: alla maggioranza dei medici 118 attualmente operanti nel sistema, in quanto convenzionati, è precluso l'accesso alla specializzazione che tra l’altro non prevede più di 50 posti l’anno in ambito nazionale”. Fabiola Fini, quindi, rivolge un appello diretto alla titolare del dicastero della Salute e agli assessori Regionali: “È indispensabile pertanto, signora Ministro e Signori Assessori Regionali, per la tenuta del sistema, inserire  al tavolo della convenzione per la Medicina Generale, un momento di transizione per l’emergenza-118 che porti  progressivamente al passaggio alla dirigenza di tutti i medici in servizio convenzionati, precari, con contratti atipici, che abbiano maturato 5 anni di anzianità di incarico, prevedendo comunque i nuovi accessi in area convenzionata (necessari per garantire il turn-over dei professionisti) con in ordine prioritario:
- il corso di idoneità  sec art. 96 dell’ACN e graduati con le modalità previste dall’accordo;
- il conseguimento del Master in Emergenza-Urgenza, se presente, secondo la graduatoria di medicina generale,
- il conseguimento del Master in emergenza-urgenza secondo la graduatoria ai sensi del comma 3 della norma finale n.5 dell’ACN.
 Per tutti i nuovi accessi il passaggio alla dirigenza dopo 5 anni di servizio.
Solo così potremo garantire, a nostro avviso, un sistema emergenza che funzioni, nei numeri e nella qualità, fornendo ai medici 118 le analoghe tutele giuridico-amministrative garantite ai loro colleghi dirigenti e, contestualmente, continuando a dare risposte concrete ai cittadini bisognosi di cure sul territorio”. “A tutto ciò – interviene, quindi,Maria Paola Volponi, responsabile Nazionale Area convenzionata dello SMI – aggiungiamo una chiara richiesta per le prossime trattative: queste devono portare la Sanità territoriale a un processo di revisione e potenziamento basato su percorsi “sicuri” tanto per i pazienti quanto per gli operatori. Se è vero, come è vero, che la marcia verso la deospedalizzazione e lo spostamento sul territorio di molti percorsi diagnostico-terapeutici è necessaria e condivisibile nelle motivazioni, è altrettanto vero che tutto ciò non può avvenire senza il potenziamento formativo dei professionisti sanitari e senza l'adeguamento delle strutture.
Ci viene chiesto di rispondere ai bisogni crescenti della cronicità e della fragilità e di implementare la Medicina d'iniziativa, possiamo farlo....ma solo a condizione che vengano messi in sicurezza questi percorsi. Inutile dire che per ottenere tali garanzie la sinergia tra tutte le figure convenzionate è obbligatoria e che la rete del 118 Territoriale è, e rimane, indispensabile”.

 

la bozza Sisac per l'accordo sulla medicina generale

 

fonte: cosmed, fimmg, smi, qs

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