Medici e dirigenti, pronto uno sciopero di 72 ore. Lorenzin frena

Redazione DottNet | 09/04/2014 19:47

Il sindacato dei medici ospedalieri, all'indomani dell'approvazione del Def, non ci sta ed è già pronto un pacchetto di 72 ore di sciopero da attuare a maggio

 

La segreteria nazionale dell’Anaao Assomed riunita insieme ai Segretari Regionali, esprime “profonda preoccupazione per gli interventi sulla pubblica amministrazione, e quindi alla sanità pubblica, previsti nel Def approvato dal Consiglio dei Ministri e per le voci che si rincorrono, non smentite, su tagli allo stipendio dei medici e dirigenti sanitari”. “Ciò che più sconcerta, però – si legge in una nota dell’Anaao Assomed -, è la vaghezza del modello di sanità che il Governo intende adottare e del ruolo e responsabilità da attribuire ai professionisti. Nulla dice su come rimediare ai posti barella che hanno sostituito i posti letto; nulla su liste d’attesa in crescita che elidono il diritto alla salute; nulla sul rischio civile, penale, patrimoniale insito in ogni atto medico, nulla sulla sorte dei precari o di livelli di assistenza che da essenziali sono diventati eventuali in troppe Regioni". "Categorie già frustrate da un blocco contrattuale - sottolinea l'Anaao Assomed - che dura dal 2009, si vedono alle prese con peggiorate condizioni di lavoro, senza prospettive professionali ed economiche, senza futuro in un sistema che, a nostro parere, deve rimanere pubblico e nazionale, ma sembra avviato a diventare un laboratorio dove si sperimentano soluzioni privatistiche di uscita dalla crisi. Sia chiaro una volta per tutte: l’attacco portato a medici e dirigenti sanitari, che fino ad oggi tutti i giorni e tutte le notti di ogni anno garantiscono risposte a domande di salute crescenti e complesse e l’accesso alle cure in una situazione di crisi economica e sociale, è un attacco alla sanità pubblica che non può essere ridotta a puro aggregato di beni e servizi".

Il riferimento è anche alle parole del ministro Lorenzin che poche ore prima, nel corso degli Stati generali, aveva dichiarato che c'è "Necessità, per i dirigenti medici, di costruire un percorso meritocratico di carriera", in cui si possa avere "la possibilità di valutare il merito, la capacità di lavoro e di produzione scientifica". "Sono assolutamente d'accordo nel ricostituire una carriera meritocratica in sanità", ha aggiunto il ministro specificando che "i dati non bisogna solo raccoglierli ma anche saperli usare". "Il piano nazionale Esiti - ricorda Lorenzin - era nato proprio con l'obiettivo di misurare quello che accadeva nelle singole aziende anche in merito alle performance". Per questo, "più possiamo mappare tutte le patologie, più possiamo fare una valutazione completa dell'offerta di salute. Dove si sono già fatti esempi di questo genere - ha concluso - si riesce ad avere una doppia valutazione non solo di tipo economico ma anche rispetto alla qualità di lavoro”. "Non è accettabile - avverte l'Anaao Assomed - una criminalizzazione delle retribuzioni da sottoporre ad amputazioni chirurgiche che medici e dirigenti sanitari siano chiamati a pagare come dipendenti pubblici, dirigenti pubblici, per quanto atipici, professionisti al servizio dello Stato. Devastante è il messaggio implicito che favorisce uno sgretolamento del Ssn ed una sua strisciante privatizzazione, alla fine della quale i cittadini italiani pagheranno caro e pagheranno tutto. La segreteria nazionale e i segretari regionali Anaao Assomed dichiarano lo stato di agitazione della categoria e decidono di affidare al Segretario un pacchetto di iniziative, da concordare con le altre organizzazioni sindacali, che comprendono 72 ore di sciopero entro il mese di maggio, per difendere ancora una volta la sanità pubblica e i suoi professionisti”.

La risposta del Ministro:  I medici stanno ventilando anche uno sciopero contro i presunti tagli ai loro stipendi. Ma Lorenzin assicura: “I medici non saranno toccati. Loro fanno i medici non i manager. I tagli riguarderanno solo i direttori generali, sanitari e amministrativi della sanità”. Per Lorenzin si tratta quindi di un equivoco: “I medici sono dirigenti professionali del Ssn, non sono manager e nel Governo nessuno pensa ai medici quando si parla di riduzione degli stipendi dei manager della PA

Il parere della Fiaso: Se si tagliassero gli stipendi dei manager della sanità come indicato dal Def ''alla guida delle Asl ci saranno solo pensionati e yes man della politica anziché manager''. Lo ha affermato il Presidente della Federazione di Asl e ospedali (FIASO), Valerio Fabio Alberti. ''Abbattendo ulteriormente le retribuzioni - spiega Alberti - corriamo il serio rischio di selezionare in futuro solo pensionati o yes man della politica. Non esattamente quel che ci vuole per affrontare la questione centrale in questo momento per la nostra sanità: quella di elevare il profilo del suo management, chiamato alla sfida di dover garantire più elevati livelli di prestazioni nell'ambito di una politica di contenimento dei costi''. Secondo Alberti gli stipendi sono già più bassi di quanto si pensi. "Il remier riferendosi ai direttori generali di Asl e Ospedali, ha ipotizzato un taglio da 300 a 250 mila euro del loro stipendio - spiega -. Valori economici più o meno in linea con quelli dei manager che dirigono aziende ad alta complessità e con fatturati che arrivano a superare il miliardo. Peccato che nelle aziende sanitarie pubbliche la realtà sia ben diversa, con Dg di Asl e Ospedali ancorati da anni a una retribuzione media di 136mila euro. Meno di quanto prendono i loro più stretti collaboratori, ossia i medici capi dipartimento e oltre la metà di quanto percepito nel privato da chi conduce aziende di analogo peso''.

fonte: anaao

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