Scambio di embrioni al Pertini: incinta di due gemelli di altra donna

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 13/04/2014 20:31

A causa di uno scambio di embrioni tra coppie, dovuto a un errore, una donna è rimasta incinta di due gemelli di un'altra all'ospedale Sandro Pertini di Roma, dopo un trattamento di fecondazione assistita.


 Porta due gemelli in grembo da quattro mesi, ma quei figli potrebbero non essere suoi. Gli embrioni, se tutto sarà confermato, sono di un'altra coppia a causa di un presunto errore nel corso di un trattamento di fecondazione assistita. Ma chi sta conducendo i primi accertamenti non esclude neanche che, se uno scambio c'è stato, possa esser stato, chissà, uno scambio di referti e non di provette. In ogni caso la vicenda - partita quattro mesi fa all'ospedale 'Sandro Pertini' di Roma e rivelata oggi da 'La Stampa' - è quantomeno spinosa, e tutto lascia intendere che possa arrivare anche nelle aule del Tribunale. Al 'Pertini' invece arriveranno a breve gli ispettori del ministero della Salute: "Un caso gravissimo - affermano - Vogliamo verificare il percorso seguito dal centro e le ragioni per cui non ne sia stata data tempestiva informazione all'autorità centrale". "Lo abbiamo appreso dai giornali" la conferma del ministro Beatrice Lorenzin. Una commissione d'inchiesta, attivata da Asl Roma B e Regione Lazio, si è insediata già dall'inizio di aprile, mentre l'Unità medica per la sterilità è stata chiusa da qualche settimana. "Sono vicende davanti le quali si rimane scioccati -afferma il legale della coppia, l'avvocato Michele Ambrosino- C'e nella coppia un senso di frustrazione, di coartazione e disagio. Ma sarebbe stata necessaria una maggior tutela, una maggior privacy, perché si rischia di creare una psicosi collettiva generalizzata". Il caso prende le mosse lo scorso 4 dicembre, quando quattro coppie si sono sottoposte alla fecondazione assistita. Su tre di esse il trattamento ha avuto esito positivo. Una delle tre coppie in dolce attesa però, nel corso dei controlli del terzo mese in un'altra struttura romana, avrebbe avuto una brutta sorpresa: gli è stato comunicato che i due feti non sarebbero geneticamente compatibili con loro. Il 27 marzo alla Asl Roma B arriva "una comunicazione che segnala una presunta incompatibilità genetica per una fecondazione assistita". Da qualche settimana (ha firmato solo lo scorso 3 febbraio) alla Asl c'è un nuovo direttore generale, Vitaliano De Salazar: "Ci siamo immediatamente attivati - ha detto stamattina - chiedendo la produzione della documentazione medica di supporto e di effettuare un test di conferma definitivo e, a oggi, si attende di poter procedere". Ma, se tutto fosse confermato, "si tratterebbe di un evento isolato e accidentale". La priorità però è "dare con immediatezza a tutte le coppie trattate" nella seduta del 4 dicembre scorso "ogni possibile supporto e assistenza". Potrebbero essere state coinvolte anche loro nello scambio di embrioni? "Andremo fino in fondo per essere vicini alla famiglia coinvolta, colpendo senza indugio qualsiasi errore o mancanza dovesse emergere dall'indagine" ha fatto sapere il presidente della Regione Nicola Zingaretti, rimandando al mittente le accuse mosse dall'associazione Luca Coscioni per cui il Lazio sarebbe l'unica Regione in cui i centri per la fecondazione assistita sarebbero privi di controlli. "E' falso - la replica - è stato uno dei nostri primi decreti".

 ''E' ancora tutto da provare'': il genetista Giuseppe Novelli, della commissione istituita dalla Regione Lazio che indaga sul presunto scambio di embrioni all'ospedale Pertini di Roma, frena e ipotizza che ci possa essere stato solo uno scambio di referti quando la donna si e' sottoposta alle analisi di tipo genetico per avere conferma sulla salute dei gemelli che aspetta. Durante queste indagini e' infatti emersa l'incompatibilità fra il profilo genetico della madre e quello dei bambini, motivo per il quale, racconta Novelli, la donna ha poi presentato un ''esposto cautelativo'' alla Asl e non una denuncia. Novelli ha anche assicurato che ''i protocolli sono molto rigidi''. ''Tenderei ad escludere poi - ha detto - che ci possano essere stati problemi anche per altre coppie. Vorrei che arrivasse un messaggio rassicurante perche' nei centri si lavora in modo serio con protocolli internazionali'' ''La vicenda e' scoppiata prima del previsto - racconta ancora Novelli - e per lunedi' non ci sara' alcun risultato delle indagini che dobbiamo fare. Ancora non abbiamo neppure il referto in possesso della donna''. La commissione ''presieduta da De Luca, il ginecologo Massimo Moscarini, Alberto Spano' per la parte diagnostica e da un rappresentante legale della Regione e da me che sono appunto un genetista - ha concluso Novelli - si incontrera' quindi per la prima volta' lunedi' prossimo nel pomeriggio all'ospedale Pertini per acquisire la documentazione. Dobbiamo analizzare con serieta' tutto il percorso e verificare il rispetto delle procedure. Ma ci vorranno altre analisi successive per le quali serviranno comunque alcune settimane. Lavoreremo con trasparenza''.

fonte: ansa

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