Ema, per limitare le carenze occorre agire sui prezzi

Farmaci | Redazione DottNet | 12/04/2014 16:57

Per contrastare il fenomeno delle carenze l’Europa dovrebbe adottare una miscela di interventi che agiscano sul prezzo dei farmaci e sul parallel trade. A dirlo il direttore generale dell’Ema, Guido Rasi, a margine del convegno sull’innovazione farmaceutica organizzato mercoledì a Roma nella cornice degli Stati generali della Salute

. «L’Ema segue il fenomeno carenze per le implicazioni che esistono tra tale problema e quello della qualità dei principi attivi» ha spiegato Rasi a Filodiretto «c’è poi il ben più grosso capitolo delle esportazioni parallele, ma questo tema non è di competenza dell’Ema. Dal nostro osservatorio, quello che ci preoccupa è una supply chain del farmaco sempre più differenziata e difficile da tenere sotto controllo: è urgente la necessità di costruire un sistema di ispezioni a copertura globale che coinvolga le authorities dei principali Paesi, Europa, Canada, Giappone, Australia. Dobbiamo mettere in piedi un piano di vigilanza a livello mondiale, non basta più agire localmente». Quanto alle carenze, la strada da percorrere per frenare il fenomeno consiste nell’imboccare una via di mezzo tra chi chiede un prezzo unico europeo per i farmaci commercializzati in Ue e chi invece invoca restrizioni al Mercato comune per frenare il parallel trade: «Arrivare a un prezzo unico europeo sui farmaci è impossibile» osserva Rasi «forse la soluzione migliore è una miscela di interventi: da un lato, si potrebbe tentare di rendere un po’ più omogenei i prezzi oggi praticati nei singoli paesi europei, dall’altro vanno senz’altro riviste alcune cose nel parallel trade».
E a proposito di prezzo europeo sui farmaci, favorevole a regole comuni che evitino una frammentazione delle norme statali o, peggio, regionali è anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. In questo modo, ha detto il Ministro agli Stati generali, si riuscirebbe ad abbassare il costo dei medicinali e a trattenere in Europa le aziende che investono.

fonte: ema, federfarma

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