Ginecologi e avvocati, subito linee guida sulla fecondazione eterologa

Redazione DottNet | 14/04/2014 20:13

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Subito nuove linee guida che regolino in Italia la fecondazione eterologa. Lo chiede il presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), Paolo Scollo, che in una lettera inviata al ministero della Salute e alla Conferenza Stato-Regioni si dice pronto a collaborare con il ministero della Salute per la loro elaborazione.

Subito delle nuove linee guida: a chiederle con urgenza sono ginecologi e avvocati, sottolineando che la bocciatura da parte della Consulta del divieto di eterologa previsto dalla Legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita pone una serie di questioni che devono essere chiarite e normate, a partire da quale tipo di regolamentazione prevedere per i donatori di gameti. ''I ginecologi si rimettono alla decisione della Corte Costituzionale che permetterà, anche in Italia, la fecondazione assistita eterologa e siamo pronti a dare il nostro contribuito per la stesura di nuove Linee guida'', afferma il presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) Paolo Scollo, che ha inviato una lettera al ministero della Salute e alla Conferenza Stato-Regioni. Ma urge fare presto: ''La decisione della Consulta apre, infatti - spiega Scollo - una serie di domande che devono trovare al più presto risposte''. Si pone, innanzitutto, la questione dell'anonimato del donatore: in alcune nazioni, per esempio, il donatore deve rimanere anonimo mentre in altre è lo Stato che informa un individuo, nato in provetta, sull'identità del padre naturale. Altra questione è quella relativa alla donazione di gameti: i ginecologi si chiedono se dovrà o meno essere gratuita, e se lo sarà eventualmente solo nei centri pubblici o anche in quelli privati. Si pongono pure questioni etiche e giuridiche, come il prevedere se la donna possa o meno cambiare idea in merito alla gravidanza una volta effettuata la fecondazione eterologa.

Intanto, il caso del presunto scambio di embrioni all'ospedale Pertini di Roma ha acceso i riflettori anche sull'aspetto relativo alla sicurezza delle pratiche di fecondazione, tanto più in vista dell'applicazione dell'eterologa. Un aspetto questo, tuttavia, che secondo gli esperti sarebbe già tutelato dalle regole attuali, ''se solo fossero applicate correttamente''. Infatti, sottolinea l'ex sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, la legge 191 recepisce le direttive Ue in merito alla tracciabilità di cellule e tessuti umani, includendo anche gameti ed embrioni. E' dunque già previsto un sistema di codici, associati ai gameti e alle coppie, il tutto nell'ambito di un monitoraggio computerizzato: ''Se il percorso è effettuato correttamente - afferma Roccella - diminuisce enormemente la possibilità di errori''. La tracciabilità è fondamentale anche secondo l'avvocato e segretaria dell'Associazione Coscioni Filomena Gallo: ''Le linee guida sulla fecondazione dovranno essere necessariamente aggiornate ed abbiamo chiesto un incontro al ministro della Salute proprio su questo tema, ma sul fronte della sicurezza vi sono già delle regole di garanzia per evitare errori, ovviamente da applicare pure all'eterologa''. Altro discorso, rileva, è poi quello che riguarda i controlli per i requisiti tecnico-scientifici e di sicurezza dei centri: ''La legge 40 prevede che siano di pertinenza delle regioni, chiamate a verificare la qualità e affidabilità dei centri - conclude - prima di rilasciare le autorizzazioni alle pratiche di fecondazione''