Furti di farmaci in aumento: colpiti ospedali e trasportatori

Farmaci | Redazione DottNet | 14/04/2014 16:21

Un bollettino che di mese in mese si fa sempre più ricco: i furti dei farmaci dagli ospedali – e spesso anche dai distributori e dai Tir – non conoscono tregua. È da più di un anno che il fenomeno ha fatto registrare una recrudescenza, soprattutto in quei presìdi sanitari che sembrano più vulnerabili.

 

Nel 2013 (secondo l’osservatorio Transcrime) la Puglia, insieme alla Campania, ha fatto registrare il record dei furti di farmaci ospedalieri (16). E dopo i primi tre mesi del 2014 siamo già saliti a 20: nell’ultimo weekend un furto nel Tarantino, la scorsa settimana a Francavilla, a metà gennaio a Galatina. I ladri puntano su farmacie ospedaliere che non sono dotate di sistemi di sicurezza, una circostanza che farebbe pensare a un informatore, a qualcuno del settore che è ben informato sui movimenti dei magazzini. Tra gennaio e marzo, poi, si sono verificate due rapine a camion che trasportavano medicinali: una sventata sull’autostrada A14 nei pressi di Canosa (con l’arresto di un cerignolano), l’altra riuscita (a Bitonto) con il sequestro lampo dell’autista e il successivo ritrovamento del mezzo parzialmente svuotato. Anche in questo caso, hanno preso soltanto ciò di cui avevano bisogno. Ovvero farmaci, e per giunta i più costosi. Secondo alcune fonti ben informati gran parte dei medicinali trafugati andrebbero verso la Grecia, paese che con la crisi e con l'impossibilità di pagare le forniture alle aziende farmaceutiche di fatto si troverebbe sguarnito dei prodotti più importanti, tra cui i costosi antitumorali, biologici, immunosoppressori, che costano migliaia di euro per flacone ma che in Italia, di fatto, non hanno mercato. Sono infatti inseriti in fascia H, quella riservata alle farmacie ospedaliere, e vengono somministrati gratuitamente. I furti più cospicui (tipo quello da 1 milione al Policlinico di Bari) riguardano al massimo alcune centinaia di confezioni facilmente trasportabili. E nei porti di Bari e Brindisi (ma anche ad Ancona) negli ultimi mesi sono stati fermati all’imbarco dei traghetti per la Grecia alcuni cittadini comunitari, incensurati, con il frigorifero da pic-nic con un bel po' di flaconi di medicinali privi della confezione esterna. Il punto è che dal lotto stampato sul flacone non è possibile risalire - almeno in tempi brevi - al lotto di produzione, da cui poi si potrebbe capire se il farmaco è rubato e in Italia nessuno ha mai pensato a un database dei medicinali rubati. Nella vicenda, infine, è coinvolta anche l’Aisi (i servizi segreti) perché alcuni farmaci sono coperti da brevetto internazionale e quindi si teme anche lo spionaggio industriale. E non sono esclude le mafie straniere, per quanto la matrice dei furti sia quasi certamente italiana e non ci sono finora evidenze di traffici organizzati di quel genere. L’unica altra ipotesi di intelligence, su cui starebbe lavorando l’Interpol, è che i farmaci finiscano nelle ricche Germania e Francia dove il costo industriale è 4-5 volte più alto che in Italia: il mercato parallelo delle medicine è sempre esistito, ma mai per i farmaci ospedalieri.

fonte: interna

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